Categoria: Come investire i soldi

Dove investire: consigli per chi non sa cosa fare!

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Ovviamente il dove investire denaro cambia, molto pesantemente, a seconda del tipo di investitore che sei. Do per scontato che probabilmente non sei uno speculatore, altrimenti non saresti qui a leggere i miei consigli, quindi te ne darò di buoni per l’investitore e il risparmiatore medio.

=> Libretto postale o conto di deposito

Un classico senza tempo. Il libretto postale garantisce dei rendimenti contenuti, ma costanti; motivo per il quale è il preferito dalle persone anziane o da chi crea un deposito di denaro ai propri figli.

Certo, con interessi che non superano facilmente il 3% non si va lontano, quindi non puoi destinare a tale strumento oltre il 35/40% del tuo portafoglio titoli.

Un’ottima alternativa consiste nell’utilizzare il conto deposito bancario. Tutte le banche, ormai, ne hanno uno con interessi che vanno dal 3 al 4%. Per molti versi può essere un’alternativa comoda, visto che si può facilmente depositare e prelevare con un semplice giroconto online. Valgono, tuttavia, le stesse considerazioni del libretto postale!

=> Usare le assicurazioni

Un’altra ottima cosa che puoi fare è quella di utilizzare opportunamente le coperture assicurative. Ne esistono di varie forme: da quelle sulla persona, a quelle sui sinistri passando dalle assicurazioni sui capitali.

In genere, consiglio sempre di effettuare delle coperture assicurative su se stessi e sugli altri membri del proprio nucleo familiare. Inoltre, è sempre opportuno coprire dai sinistri gli immobili, le opere d’arte e ciò che è legato all’attività lavorativa.

Oltre a ciò, le assicurazioni sono preziose in quanto, abbinate a dei fondi di investimento, li trasformano, agli occhi della giurisdizione italiana, in fondi di risparmio. Questo permette di ottenere l’impignorabillità e l’insequestrabilità dei capitali, molto importante in un orizzonte protettivo.

Come investire 10.000 euro in modo proficuo

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Vuoi sapere come investire 10.000 euro in modo proficuo ma non sai che cosa fare? Leggi questo articolo e cercherò, in modo semplice, di schiarirti un po’ le idee anche se capisci poco/nulla di investimenti.

Dopo un decennio di continue crisi dei mercati, l’idea di mettere i soldi sotto al materasso, sono sicuro, sarà venuta anche a te!

Non ti preoccupare, sei in buona compagnia. Sono tantissime le persone allarmate che mi contattano perché hanno perso tutta la loro fiducia riguardo le banche e, in generale, nel settore degli investimenti.

Ti elencherò adesso i metodi più gettonati da parte dei risparmiatori italiani per investire i propri soli, indicandotene pro e contro di ognuno di essi:

=> Conto Arancio

E’ un conto di deposito gestito da ING Direct (una delle banche online più famose al mondo), che offre un buon interesse annuale a fronte di una spesa di gestione minima se non nulla.

La parte positiva di questo tipo di risparmio è che i soldi sono sempre disponibili. Tuttavia, se pur l’interesse annuo può sembrare buono a un profano, in realtà non è che sia così esaltante per un investitore che sappia un minimo il fatto suo…

Francamente il Conto Arancio lo vedo adatto a chi deve depositare del denaro in modo temporaneo, in attesa di investirli da qualche altra parte (in modo sicuramente più proficuo).

Investire senza rischi? Spunti per agire senza sbagliare!

Uno dei problemi più sentiti dagli investitori di prima esperienza è sicuramente quello su come investire senza rischi. La domanda è tutt’altro che banale e comporta una serie di decisioni da valutare attentamente.

Un risparmiatore a davanti a sé un’ampia scelta di strumenti finanziari su cui puntare, tutti con i suoi pro e i suoi contro e tutti validi in particolari situazioni e pericolosi in altre.

Ecco qui una lista degli strumenti più comunemente utilizzati:

=> Obbligazioni statali

Sono in pratica i titoli di stato come BOT (dal trimestrale agli annuali di tipo zero coupon), CTZ (biennali di tipo zero coupon), CCT (da 2 a 10 anni a tasso variabile) ed i BTP (da 2 a 30 anni a tasso fisso).

Gli interessi delle obbligazioni statali italiane si aggirano intorno al tasso d’inflazione – qualche volta inferiore per le durate più brevi e altre volte leggermente superiori per le durate superiori ai 5 anni – e quindi sono adatti alla protezione del capitale.

Non sono strumenti utili ai fini di incrementare la propria ricchezza!

Investire sicuro? E’ possibile con qualche compromesso!

In passato, durante la mia carriera di consulente finanziario, ho dovuto affrontare migliaia di volte la domanda: “Esiste un modo per investire sicuro?” .

Devi sapere che, un investimento non è MAI del tutto sicuro. Ci sono ovviamente quelli molto sicuri, ma di investimenti totalmente sicuri non ne esistono!

Gli investimenti più sicuri nel panorama italiano sono sicuramente i soliti libretti di risparmio, i buoni postali e i conti di deposito bancari. In questo caso il rischio è minimo e legato alla solidità dell’ente che li gestisce.

Inoltre, c’è anche la garanzia dello stato a copertura di un’eventuale insolvenza.

Tuttavia, il loro rendimento è veramente basso e, spesso, inferiore alla stessa inflazione! Questo significa che si possono tenere i propri soldi in questi strumenti per periodi veramente brevi, al massimo un paio d’anni. In caso contrario ti ritroverai con un capitale reale che si erode nel tempo…

Quali sono i reali vantaggi di investire con un piano di accumulo capitale? (PAC)

Il piano di accumulo, detto anche PAC (Piano di Accumulo Capitale), è uno degli strumenti finanziari che investono in fondi comuni (oppure in fondi di fondi) in modo costante nel tempo.

Il piano di accumulo ha diverse prerogative, le quali vengono incontro alle tipiche necessità del piccolo/medio risparmiatore:

  • Bassa disponibilità di soldi
    Il risparmiatore medio, e spesso anche il piccolo investitore, utilizza molto i piani di accumulo in quanto questo gli permette di accedere a investimenti (anche speculativi) pur avendo pochi soldi a disposizione.
    Bastano anche solo 50 euro al mese per poter investire efficacemente su un PAC, anche se i risultati li vedrai più facilmente con investimenti che siano di almeno 100 euro.Questo sistema fa sì che negli anni si accumulino un bel po’ di soldi, senza doversi sacrificare a fare investimenti in unica soluzione!

Cosa sono i fondi comuni di investimento?

I fondi comuni di investimento consistono in un paniere di titoli (azionari, obbligazionari e altri strumenti finanziari) che costituiscono un fondo, in cui chi vi partecipa ottiene un numero di quote proporzionale all’investimento effettuato all’interno del fondo stesso.

Il fondo comune di investimento è stato creato per permettere di ottenere una grande diversificazione degli investimenti, anche a chi ha pochi soldi di investire. Questo è molto utile in quanto investire i proprio soldi su singoli titoli ci espone, oltre che al rischio intrinseco dello strumento scelto, anche a quello del singolo titolo.

Ad esempio, se investi 10.000 euro sul titolo azionario FIAT sei esposto sia al rischio intrinseco dell’investimento azionario (borsa che può scendere dopo che hai investito), sia al rischio che FIAT chiuda i battenti azzerando il valore delle azioni come ha fatto in passato ENRON (in questo caso il rischio si aggiunge a quello delle azioni in generale).

I fondi comuni permettono di eliminare il secondo dei rischi, quello del singolo titolo, ma ovviamente lascia immutato il rischio dello strumento finanziario che utilizza al suo interno. Questo significa che, se investi in azioni e le azioni scendono, anche il fondo comune perderà valore…

Tutto quello che devi sapere sul TFR ma che nessuno ti dice

Questo sito parla di investimenti in generale e di come investire al meglio i propri soldi tuttavia, tra le domande che mi vengono fatte sempre più spesso in via privata, moltissime riguardano per lo più il TFR, meglio noto come trattamento di fine rapporto.

Il TFR consiste in una retribuzione salariale differita, versata dal datore di lavoro nel momento in cui il rapporto lavorativo si interrompe. Pertanto, esso può essere percepito normalmente in 4 occasioni tipiche:

  • Dimissioni: cioè quando decidi di lasciare volontariamente un posto di lavoro, sia perché hai trovato qualcosa di meglio sia che decidi di lasciarlo per qualunque altro motivo. In definitiva, in questo caso, te lo devono dare sempre e senza fare storie!
  • Licenziamento: in pratica quando, per qualsiasi motivo, il datore di lavoro decide di licenziarti.
  • Licenziamento collettivo: in questo caso si intende il licenziamento per chiusura dell’azienda, oppure per ridimensionamento del personale. Anche in questo caso l’azienda ti dovrà elargire il TFR come liquidazione finale del rapporto lavorativo.
  • Pensionamento: è il caso più comune e, come facilmente intuibile, consiste pienamente in una cessazione del rapporto di lavoro. Di conseguenza, il datore di lavoro dovrà versarti il TFR come buonuscita.

Dopo aver visto brevemente cos’è il TFR, qui di seguito elenco gli argomenti più gettonati nelle e-mail che ho ricevuto. In questo modo, cercherò di dare una risposta quanto più esauriente possibile alle varie questione che spesso vengono sollevate da chi mi fa domande su questa tematica…

=> Calcolo del TFR

Esso si calcola a partire dalla retribuzione annua lorda – cioè da tutti gli stipendi lordi compresi tredicesime, quattordicesime, premi produzione e quant’altro si assomma per formare la retribuzione aziendale alla conclusione dell’anno fiscale – e può essere versato dalla tua azienda con una cadenza mensile, trimestrale, semestrale o annuale (in base alla procedura contabile usata dall’azienda).