Categoria: Titoli di Stato

Rendimento BTP: perché varia il valore nominale?

Mi è stato chiesto più volte nell’articolo sull’investire in BTP come calcolare il rendimento BTP, e perché varia nel tempo visto che sono a tasso fisso.

Bene, inizio a chiarire qualche concetto: il BTP è vero che è un’obbligazione a tasso fisso, ma ciò riguarda la cedola semestrale. In pratica, se metti in portafoglio 10.000 euro di Btp con un tasso fisso del 3%, essi renderanno 300 euro annui, qualsiasi cosa accada al mercato. Tuttavia, il valore nominale dell’obbligazione deve variare per adattarsi al mercato.

Spiego meglio il meccanismo di funzionamento di un asta dei Btp. Le obbligazioni statali come BTP, CCT, BOT eccetera sono delle emissioni che servono a raccogliere fondi per pagare i debiti. Se si hanno 2.000 miliardi di debito pubblico, lo stato dovrà emettere 2.000 miliardi di obbligazioni al fine di pagare i creditori.

A tal fine si svolge un’asta periodica in cui tutti le obbligazioni dello stesso tipo devono essere piazzate, al fine di raccoglierei fondi. Se non si dovesse riuscire a piazzare tutte le obbligazione previste, alcuni creditori rimangono a bocca asciutta.

Quindi abbiamo delle aste in date prefissate che prevedono di piazzare una determinata cifra di una particolare obbligazione. Ad esempio, 10 miliardi di BOT a 6 mesi, oppure 8 Miliardi di CCT a 5 anni, oppure ancora, 15 miliardi di BTP a 10 anni e così via. Ammettiamo che lo stato debba piazzare 10 miliardi di BTP a 10 anni, che cosa succede? Si fa una raccolta di adesioni senza stabilire un interesse.

Investire in BOT

Ne avevo già parlato in passato ma, visto i recenti avvenimenti ho pensato fosse necessario ritornare sul discorso di come investire in BOT.

In questo articolo avevo menzionato il fatto che, vista la bassa resa dell’ultimo decennio, investire in BOT procurava una perdita reale di denaro!

Tuttavia, in questi ultimi periodi, qualcosa è cambiato nello scenario economico. A causa degli attacchi speculativi manovrati da taluni istituti finanziari esteri contro il nostro paese, l’equilibrio della domanda e dell’offerta si è sbilanciato a favore dell’offerta con alcune importanti conseguenze.

Infatti, ciò ha causato un notevole incremento del tasso d’interesse dei titoli di Stato italiani. Anche se, dal punto di vista macroeconomico tale situazione è certamente negativa per la nostra econima, non lo è affatto per i nostri risparmi…

Investire in BTP: ecco i migliori sistemi per guadagnare con i BTP!

Ultimamente pare che investire in BTP sia tornato di gran “moda” a causa dell’aumento dello spread. I buoni del tesoro poliennale (comunemente conosciuti come BTP) sono dei titoli di debito, dette obbligazioni ed emessi dallo Stato italiano per trovare copertura finanziaria ai propri debiti.

In pratica, esistono tante emissioni obbligazionarie quanto grande è il debito pubblico. Di obbligazioni governative ne esistono diversi tipi che si differenziano per: durata, emissione delle cedole e tasso di interesse.

I BTP, in particolare hanno la caratteristica di essere obbligazioni a tasso fisso con una cedola staccata semestralmente e con una durata medio-lunga.

Queste caratteristiche comportano che investire in BTP è adatto quando si prevede un calo dei tassi d’interesse per periodi lunghi. Visto che blocchi il tasso all’acquisto, un tasso superiore alla media di mercato rimarrà tale per tutta la durata del titolo. Certo che, se sbagli la previsione e i tassi salgono, ti rimarrà sulla pancia con tassi inferiori al mercato…

Oltre a ciò, investire in BTP è utile anche quando si prevede un abbassamento del tasso d’inflazione, visto che quest’ultima influenza i rendimenti obbligazionari. Un’inflazione bassa trascinerà in basso i tassi obbligazionari e, viceversa, un’inflazione alta farà alzare i tassi.

In definitiva, se prevedi un abbassamento dell’inflazione la scelta giusta è quella di investire in BTP! A tal proposito, esistono anche altri due tipi di BTP poco conosciuti dai risparmiatori:

  • BTP€i che sono dei BTP indicizzati all’inflazione europea

  • BTP Italia che invece sono indicizzati all’inflazione italiana

I primi non hanno goduto di grande successo in quanto, replicando il tasso d’inflazione europeo, essi andavano in perdita rispetto all’inflazione italiana che è più elevata.

Come investire soldi a breve termine e basso rischio?

Come investire soldi a breve termine e a basso rischio? Questa è una delle domande più ricorrenti nei siti web dedicati ai mercati finanziari, oltre al fatto che è la prima richiesta che, qualunque persona non avvezza del campo, fa a un consulente finanziario quando se lo trova a tiro.

La soluzione su come investire soldi a breve termine e a basso rischio, in realtà, è molto semplice. Il problema, semmai, è che il risultato finale, essendo inferiore alle aspettative, potrebbe lasciare delusi.

Infatti, anche se nessuno lo dice chiaramente, a quell’investire soldi a breve termine e basso rischio si aggiunge una terza richiesta probabilmente lasciata come sottintesa: “…e che abbia un buon rendimento.”

Bot people: ha davvero senso investire nei BOT?

Bot people è una parola coniata dagli economisti italiani, per identificare tutti quei risparmiatori che mettono in portafoglio prevalentemente titoli di Stato con una predilezione per i BOT.

Molti, in Italia e all’estero, si domandano giustamente che cosa ci vediamo di così interessante nei bot e sopratutto come mai non facciamo come il resto del mondo che investe almeno un terzo dei risparmi in fondi azionari.

Le abitudini hanno sempre motivazioni radicate nelle menti e nella fattispecie quelle dei bot risalgono a molti anni fa. Vediamo come stanno le cose…

Negli anni ’70 e ’80 i bot furono introdotti per coprire dei debiti ritenuti momentanei (le ultime parole famose…) e quindi si crearono delle obbligazioni a brevissima scadenza (i bot appunto) per reperire velocemente questi fondi.

I bot hanno, difatti, durata trimestrale, semestrale o annuale, proprio a rimarcare il fatto che erano obbligazioni a uso temporaneo.