Gli 8 segreti per investire bene che nessuna banca ti dirà mai!

Quando si parla di come investire soldi tutti sono sempre pronti a darti consigli di ogni tipo, tutti conoscono “la verità”, e soprattutto, tutti sanno cosa è meglio per te. Ho passato un bel po’ di tempo a leggere diversi blog che parlano di investimenti, economia e finanza e sono giunto alla conclusione che la maggior parte di questi non sanno manco di che cosa stanno parlando, figuriamoci che consigli possano mai darti!

So che questo articolo che stai per leggere è molto lungo e devi impiegare diversi minuti per arrivare fino in fondo, ma ti consiglio comunque di leggerlo tutto se vuoi evitare di perdere soldi dietro a consigli che derivano solo da dicerie, luoghi comuni e frasi fatte, pronunciate in genere di chi i soldi li ha sempre visti con il binocolo!

Perciò, prima di svelarti gli 8 consigli per investire con successo i tuoi soldi, devi assolutamente prendere in considerazione i 4 segreti d’oro per valutare un investimento. Se sottovaluti anche solo una di queste cose che ti eleco qua in basso, allora quasi sicuramente perderai soldi e tempo.

1) Perché se non sei ricco le banche e gli operatori del settore finanziario ti snobbano?

Devi sapere che, in genere, investe solo chi ha molti soldi. Questo non significa che chi non ne ha tanti non lo fa, ma semplicemente il peso specifico di chi ha pochi soldi fa spostare di poco l’ago della bilancia nelle considerazioni degli analisti bancari. Pertanto dato che in genere investe chi ha molti soldi allora è ovvio che chi crea gli strumenti finanziari, le banche e gli operatori del settore, lavorano principalmente per questo tipo di clienti.

Insomma: la verità è che i migliori investimenti vengono forniti solo a a chi ha molto denaro, mentre ai piccoli investitori e ai piccoli risparmiatori viene rifilato il prodotto finanziario di scarto! Tanto che vuoi che ne capisca quel tizio senza il becco di un quattrino?

Ogni qual volta vai in banca, parli con un consulente finanziario, ascolti un opinionista economico in TV, senti parlare un politico (almeno quando parla di soldi, economia e argomenti simili), calcola sempre che ti stanno prendendo per scemo. E sai qual è la cosa tragica? Che il più delle volte hanno ragione!

La stragrande maggioranza dei risparmiatori e degli investitori non hanno la minima idea di ciò che serve per investire bene, di come funzionano le cose, si fida di consigli stupidi e finisce dritta dritta dentro le fauci del lupo.

Hai mai fatto caso, quando nei giornali viene fuori uno scandalo bancario come per i Bond argentini, il caso Parmalat, il caso Enron, o più di recente il caso Banca Etruria, che quelli che hanno perso i soldi sono sempre risparmiatori comuni? Vedi sempre pensionati che hanno perso tutto, operai che risparmiavano da anni, gente che ha peso la casa mentre pagava un mutuo trentennale e così via.

Stranamente non si vede mai nessuno che perde decine di milioni di euro o a cui pignorano uno yacht. Sai perché? Perché nessuna banca è così stupida da fregare un cliente molto facoltoso, e perdere così le grosse commissioni che questo paga nel tempo per la gestione del suo patrimonio. E soprattutto il giro di potenziali amicizie danarose che questo può portargli nel tempo.

Perciò, quando c’è da rifilare una patata bollente a qualcuno, guarda caso, viene sempre rifilata a chi è sacrificabile, cioè a chi ha troppi pochi soldi per essere influente o avere amicizie influenti. A questo punto forse penserai: “Allora sono fregato? Inutile che investo soldi, meglio che li tengo sotto il materasso!”

Purtroppo questa non è una soluzione. Infatti tenere i soldi in casa è rischioso, in quanto possono essere rubati, quindi c’è anche un problema di incolumità fisica. Inoltre i soldi non investiti non fruttano e sono soggetti totalmente all’inflazione.

Quindi alla fine da qualche parte dovrai comunque investre il tuo denaro, ma così torniamo immediatamente alle considerazioni fatte prima. Allora cosa devi fare se non hai moltissimi soldi e vuoi investire lo stesso, senza però rischiare di rimmetterci? Non avendo a disposizione nessuno che cura veramente i tuoi interessi, devi saperteli curare da solo!

Cioè, detta in soldoni, devi sapere come evitare di mettere il piede nelle trappole ed evitare le imboscate senza che qualcun altro ti dia i consigli giusti e faccia il lavoro a posto tuo.

Ti racconto una storia che mi è capitata nei primi anni 2000. Quando ho iniziato ad avere un po’ di soldi, dopo un paio di anni che lavoravo, anche io come fanno tutti sono andato in banca per capire dove investire quei pochi spiccioli che avevo messo da parte nel tempo.

Bene, parlo con il consulente della filiale e questo mi fa le solite domande di rito su quanto avevo da investire, eccetera. Io rispondo e continuiamo per una buona mezz’ora a parlare del mio profilo di rischio. Alla fine, mi inizia a dare i consigli su come investire i soldi.

Il primo consiglio fu quello di investire sulle obbligazioni Parmalat. Mi disse anche che davano un buon interesse, che la Parmalat è un’azienda che “come lei sa di sicuro” fa prodotti di qualità molto apprezzati dai clienti e via discorrendo. Ascoltai 5 minuti buoni di discorso sui Bond Parmalat e sull’interesse elevato che fornivano come cedola.

Ascoltai tutto, e mentre parlava pensai al bel discorso che faceva, sembrava quasi che recitasse un copione. Poi è toccato a me parlare. Non metto in dubbio che i prodotti della Parmalat siano di grande qualità, risposi, infatti spesso in famiglia li compriamo, ma io non devo acquistare un bancale di latte in cartone, ma voglio investire denaro.

Non è detto che un’azienda che produca prodotti di qualità sia necessariamente anche finanziariamente solida.

Inizia un batti e ribatti di una decina di minuti, ma alla fine non cambiai idea. Perché? Perché dava un interesse troppo più alto del mercato e la cosa puzzava parecchio. Inoltre, il consulente premeva troppo per piazzarmi quelle obbligazioni e aveva un bel discorso pronto da recitarmi, e questo mi ha dato una strana sensazione.

Ma la storia non finisce qua, infatti la seconda proposta furono le obbligazioni argentine! Visto che lei vuole andare sul sicuro, allora che ne dice dei bot argentini? Sono come quelli italiani, bot sono quelli e bot sono questi, ma quelli rendono di più perché è un’economia emergente in forte sviluppo e bla bla bla…

Anche qui c’era un interesse elevatissimo, mi pare che mi propose tipo un 15% annuo contro i circa 4/5% che fornivano gli equivalenti italiani in quel periodo. Per dare un tasso così alto vuol dire che c’era un rischio molto elevato, che io non volevo correre.

Anche qui inizia tutta una discussione di botta e risposta, ma io non cedo. Alla fine, giusto per onor di cronaca, prenderò un BTP decennale italiano e via. Ora, cosa voglio dirti con questa storiella? Che quando uno è un pesce piccolo, allora deve saper prendere decisioni in base a una propria cultura finanziaria.

In quel caso, anche se non ero ancora consulente finanziario (diventerò consulente circa 5 anni dopo), visto che allora mi occupavo di automazioni industriali, il consulente non mi ha potuto rifilare quei titoli perché ero appassionato della materia e quindi erano anni che studiavo la finanzia e avevo una preparazione superiore a quella che in genere avevano gli altri clienti.

È bastato sapere qualcosa in più degli altri per evitare la fregatura! Altrimenti, sai come sarebbe andata la storia? Io probabilmente avrei preso i bond Parmalat investendo 10.000 euro. Eravamo nel 2001, quindi due anni prima dello scandalo.

Il primo anno avrei percepito una bella cedola che sarebbe stata di circa 850 euro al netto delle imposte. A questo punto, vedendo il forte ricavo avrei investito altri 6/7 mila euro, ciò che in pratica avevo messo da parte in quell’anno più gli interessi già maturati.

La cosa sarebbe andata bene anche per un secondo anno e probabilmente avrei investito ulteriori risparmi, ma poi all’improvviso avrei perso tutto! Molto facile che vedendomi guadagnare così bene, anche mio fratello e i miei genitori si sarebbero lanciati e forse anche alcuni miei amici, e tutti saremmo finiti con i risparmi azzerati.

Insomma: se non hai nessuno che fa i tuoi interessi, allora devi saperteli fare da solo. Per poter fare bene i tuoi interessi, devi avere la giusta conoscenza ed essere finanziariamente preparato.

Non credere che se sei ricco o comunque, se hai molti soldi, automaticamente hai qualcuno che fa i tuoi affari. Infatti a volte anche i ricchi vengono fregati. Altre volte l’operatore finanziario è talmente tanto sotto pressione che è costretto a fregare qualcuno di ricco e potente perché altrimenti chiude e quindi, anche se suo malgrado, il bidone lo può rifilare anche a quelli che in genere protegge.

Quesllo che ti sto dicendo è che è sempre meglio, anche se si hanno consulenti validi a disposizione, saper valutare l’operato degli altri onde evitare spiacevoli conseguenze.

2) Perché sei tagliato fuori dai migliori investimenti?

I prodotti finanziari buoni, per i motivi visti precedentemente, presentano delle soglie di ingresso molto alte che spesso tagliano fuori i piccoli risparmiatori e investitori.

In pratica i fondi comuni che rendono di più, quelli meglio bilanciati, quelli meglio gestiti, eccetera, hanno quote partecipative che partono da 100.000 euro o anche di più (ne ho visti anche con soglie di ingresso da 5 milioni di euro!).

Anche se il tuo consulente volesse proporteli perché sa che sono valide opportunità, se tu non sei un investitore con quelle disponibilità finanziarie non potrai comunque accedervi anche se tu lo volessi.

Si può ovviamente fare le stesse cose anche con piccole somme, ma devi sapertele fare da solo bilanciandoti in autonomia i portafogli investimenti e devi saper scegliere quali titoli comprare, quali scartare e così via.

Il tuo consulente non farà mai un lavoro del genere per due motivi: il primo è che molto spesso non lo sa fare. Il secondo è che non ci guadagna nulla nel farlo.

Alla fine ti consiglierà un investimento a bassa performance ma dove lui può portare la pagnotta a casa, d’altro canto deve pur campare anche lui. Insomma: anche in questo caso il segreto è quello di possedere la corretta conoscenza. Devi saper investire in autonomia.

3) Perché hai l’impressione che la banca stia lucrando eccessivamente con te?

Ogni prodotto finanziario ha i suoi costi. In particolar modo vi è un costo che viene applicato alla stipula e un costo ricorrente che viene applicato annualmente per la gestione. Questi costi servono a pagare l’istituto finanziario e il consulente che ti segue.

Se compri un prodotto bello che finito devi quindi pagare un bel po’ di costi fissi, che servono a mantenere la filiera bancaria. E su questo nulla di male, tutti lavoriamo per qualcuno che deve guadagnare e tutti guadagniamo dal nostro lavoro. Però devi in ogni caso considerare questo aspetto fondamentale: i costi incidono diversamente in base a quanti soldi puoi investire.

Infatti, se sei un grosso investitore che mette in portafoglio un titolo da mezzo milione di euro, il costo fisso di acquisto e quello annuale di mantenimento inciderà pochissimo sulla cifra investita. Se invece sei un risparmiatore che investe 5.000 euro, allora i costi incideranno moltissimo.

In pratica: una cosa è pagare 500 euro di commissione su mezzo milione di euro di investimento, un’altra è pagare 100 euro ma su soli 5.000 euro di investimento. Questo avviene perché il tempo che il consulente impiega a fornirti il servizio è il medesimo, sia se investi poco sia se investi tanto, così come il lavoro che la Banca deve compiere per portare avanti le pratiche.

C’è un solo modo per risparmiare sui costi di un investimento: sostituire il lavoro del consulente e della banca e fare da soli.

Se decidi da solo come comporre il tuo portafoglio titoli e poi lo sai anche gestire in autonomia, ovviamente non avrai più un consulente da pagare né una banca da mantenere. La Banca guadagnerà lo stesso qualcosa, visto che non potrai fare a meno di essa per compiere gli investimenti, ma pagherai il minimo in quanto non metterai in portafoglio prodotti “complessi”.

4) Perché molto spesso perdi soldi anzché guadagnarli?

Avrai sicuramente sentito parlare della parola inflazione. È uno dei fattori economici che incide maggiormente nelle nostre vite. L’inflazione è l’aumento generale medio dei prezzi in un determinato periodo di tempo. Cioè, quanto costa di più un determinato bene o servizio al passare del tempo (generalmente si calcola su base annua).

Quando fai un investimento non devi solamente considerare il tasso di rendimento nel tempo, ma anche il tasso di inflazione nel medesimo periodo. Infatti, se guadagni il 3% in un anno, ma al contempo il tuo capitale si erode del 2%, in realtà stai guadagnando molto molto meno.

Questo è il motivo per cui non puoi tenere i soldi sotto al materasso, altrimenti l’inflazione eroderà il capitale che non avrà quindi nessun meccanismo di bilanciamento in grado di proteggerlo, oltre ovviamente ai rischi per l’incolumità personale a tenere soldi in casa.

Ogni qual volta effettui un investimento, sia esso in titoli finanziari, sia esso investito in immobili, oppure in oro o in qualsiasi altra cosa, l’inflazione è un parametro che bisogna sempre tenere in considerazione e che spesso ribalta le previsioni che fai su un determinato investimento.

L’inflazione può anche essere negativa, la cosiddetta deflazione, che sembra spaventare a morte politici e banchieri perché è sintomo di una nazione che si è impantanata a livello produttivo: infatti se i prezzi non aumentano vuol dire che poche persone comprano e quindi la produzione è in crisi e con essa l’occupazione.

Ma anche i banchieri tengono d’occhio l’inflazione. Un’inflazione alta rende complesso fornire prodotti da investimento che coprano l’aumento dei prezzi al consumo, pertanto la gente si dirotta verso investimenti protettivi come il mattone.

Una deflazione spaventa ancora di più, visto che anche a tenere i soldi fermi non si ha nessuna erosione e quindi è più difficile farti aderire a qualche fondo di investimento! Per loro l’ideale sarebbe un’inflazione che scorra lungo un range di valori “comodo” in cui gli viene facile lavorare.

Anche a te conviene un’inflazione “comoda”. Tuttavia, siccome non decidi tu il tasso di inflazione, allora devi essere pronto a sfruttarla a tuo favore, sia che essa sia alta oppure troppo bassa. E siccome i finanzieri sono spaventati da inflazioni alte e basse, vuol dire che esiste un modo per sfruttare le cose a tuo favore (motivo per cui loro sono spaventati).

Ma anche in questo caso devi sapere come fare! Perciò, segui questi 8 consigli che ti faranno diventare un investitore che guadagna soldi! Applica questi consigli sistematicamente, ogni volta, e non potrai mai perdere denaro né farti fregare.

1) Perché devi avere chiari in mente i tuoi obiettivi

Un generale cinese vissuto più di 2.500 anni fa di nome Sun Tzu diceva che “ogni guerra è vinta o persa prima di essere combattuta”. Intendeva dire che la vittoria dipende dalla pianificazione e che quindi, se si pianifica alla perfezione, si vince la guerra. Se invece si va a casaccio la sconfitta è inevitabile.

Lo stesso avviene in finanza. L’errore più comune che fanno gli investitori e i risparmiatori è quello di non avere un obiettivo, ma di investire e risparmiare per, testuali parole, “non si sa mai quello che potrebbe accadere in futuro”. Capisco il nobile pensiero, ma è per così dire, un piano un tantino vago…

La prima cosa che devi fare è sapere esattamente i motivi per cui investi denaro. Se hai avuto a che fare con un consulente finanziario degno di tale nome, allora ti sarà sicuramente capitato di subire una serie di domande tipo interrogatorio al tribunale.

Avrai sicuramente pensato: “Perché non si fa i fatti suoi?”. Il consulente se li farebbe volentieri, ma quelle domande servono a capire i motivi inconsci che ti spingono a investire e risparmiare.

Alla fine della consulenza si sarà fatto un’idea di cosa ti preoccupa di più, di quello che desideri inconsciamente, di ciò che sogni. Nulla che non abbia già sentito migliaia di volte, tuttavia, anche se le motivazione sono abbastanza ripetitive, per ogni persona ci sono elementi che hanno più o meno importanza.

Quando poi ti fornirà le soluzioni, ti indicherà i prodotti finanziari che meglio vanno a risolvere l’esigenza che era uscita fuori dalla chiacchierata che ti eri fatto con lui.

Ti dirà a cosa servono i vari prodotti, cosa risolvono e perché non ne puoi fare a meno. Siccome sono cose che tu stesso avevi detto a lui, magari senza manco rendertene conto, le soluzioni proposte ti sembreranno sempre perfette e spesso ti vengono proposte con le medesime parole usate da te quando ne discutevi.

Se il consulente è onesto, al massimo dedicherà le sue energie per risolvere i tuoi problemi nell’ordine di importanza migliore per le tue finanze, fermo restando i tuoi desideri e i tuoi sogni.

Tuttavia può capitare che esso non abbia nei suoi prodotti in vendita quello che fa al caso tuo. Qualche esigenza importante può rimanere scoperta, oppure può essere affrontata con un prodotto che non la copre nel modo adeguato o che è esagerato per ciò che serve a te.

In questi casi dovrebbe essere onesto e dirti che a te servirebbe un certo tipo di investimento finanziario, ma lui non te lo può offrire poiché non lo tratta. Quindi ti dovrebbe dire anche come fare e a chi rivolgerti, ma per ovvi motivi non può mandarti dalla concorrenza.

Come fare a capire cosa è effettivamente utile a te per investire? Non puoi capirlo, a meno che tu non sai far emergere le tue stesse esigenze in autonomia e poi sai anche come si affrontano. Di certo non sono cose che si apprendono leggendo il sole 24 ore o Milano finanzia, ma in appositi corsi che ti insegnano quale sono le giuste domande da porre e come interpretare le risposte.

Dopo di che, una volta che i tuoi obiettivi saranno stati messi in luce, occorre pianificare un piano di battaglia per raggiungerli concretamente, altrimenti rischi solo di andare a casaccio e mettere così costantemente a rischio il tuo capitale.

2) Perché non devi mai cambiare bruscamente strategia

Se hai pianificato al meglio il tuo piano di battaglia, allora non c’è alcun motivo che esso cambi nel tempo se non per giustificati e validi motivi.

Il fatto che i motivi devono essere giustificati e validi impedisce di per sé che si possano applicare bruschi cambi strategici, che invece fanno pensare a pensieri del momento privi di qualunque pianificazione e frutto di mode o paure del momento.

Se devi affrontare un viaggio devi sempre sapere da dove stai partendo e dove stai andando. Se sei a Roma e devi andare a Milano, occorre andare verso nord e fare una determinata strada.

In questo caso l’obiettivo è andare a Milano e il piano di battaglia è prendere la A1 in direzione nord, oltrepassare quindi Firenze e Bologna. Che cosa accade se arrivato a Bologna vai verso est? Che ovviamente non stai più andando a Milano.

Se avevi un appuntamento a Milano e poi questo è stato spostato a Riccione, allora può avere senso che a un certo punto hai calcolato una nuova strada che ti porti nella nuova destinazione, ma se hai svoltato senza un motivo stai solo facendo più strada e perdendo tempo e soldi inutilmente.

Bene, un cambio di strategia brusco è come svoltare in un incrocio senza motivo con le ovvie conseguenze del caso.

Questo non significa che non può mai essere fatto. Magari ci sono delle valide motivazioni, che so, l’appuntamento è stato spostato a Riccione perché viene a tutti più pratico e te lo hanno detto strada facendo, oppure c’è la strada interrotta fra Bologna e Milano è hai deciso di andare verso est di qualche chilometro per poi salire da un’altra strada.

L’importante è che si abbia bene in mente la nuova esigenza e come arrivarci.

Tuttavia, io vedo sempre persone che cambiano strategia finanziaria senza dei validi motivi e così facendo inizia un bagno di sangue di commissioni pagate inutilmente, di rischi finanziari notevoli e di mancati raggiungimenti degli obiettivi, magari solo perché l’amico che se ne intende gli ha detto che…

Anche per giudicare quando cambiare strategie occorre sapere quando farlo e come farlo. Inoltre devi sempre essere conscio che ogni cambio di strategia, anche se inevitabile per sopraggiunti eventi, ha dei costi.

3) Perché devi mantenere i piedi per terra e rimanere realistico

Una delle domande che mi fanno più spesso in questo blog riguarda la possibilità di crearsi un reddito mensile avendo a disposizione poche migliaia di euro da investire, in genere 2.000 o massimo 5.000 euro.

In un caso più assurdo, che forse ero uno scherzo ma non si sa mai, un tizio mi aveva domandato come fare a investire 200/250 euro e guadagnare almeno 1000 euro al mese.

Non voleva guadagnare tanto ma siccome in rete aveva visto le pubblicità con cui una casalinga riusciva a ricavare 15.000 euro al mese con solo 15 minuti al giorno, aveva pensato che con 200 euro e senza troppi rischi avrebbe potuto guadagnare in scioltezza 1.000 euro al mese!

È chiaro che una cosa del genere non è possibile. Se fosse possibile guadagnare 1.000 euro al mese partendo da 200 euro e impiegando 15 minuti al giorno, non starei qui manco a scrivere questo articolo!

Solo per scrivere questo articolo occorrono svariate ore (fra stesure, letture e modifiche al fine di renderlo facilmente comprensibile) e, avendo a disposizione molto più di 200 euro da investire, a quest’ora sarei miliardario…

Quando intendo che devi stare con i piedi per terra, intendo dire esattamente questo: calcola sempre se è fattibile e credibile ciò che ti propongono o che speri tu possa riuscire a fare.

Si possono guadagnare il 500% in un mese, ma è da considerare una gran botta di fortuna, di quelle che capitano poche volte nella vita e di sicuro non in scioltezza e impiegando solo 15 minuti al giorno con un semplice trucchetto.

In genere, se parliamo di investimenti azionari e per giunta devi essere pure bravo, difficile che superi i 40/50% all’anno. Una sola volta sono arrivato al 70% e ho un’esperienza nei mercati finanziari che è iniziata sul finire degli anni ’90. Più spesso, chi è moderatamente esperto, si ferma intorno al 20% annuo di ritorno sul’investimento.

Se vuoi guadagnare di più hai due alternative: o prendi rischi notevoli, oppure baratti il tuo tempo per il denaro (per esempio investendo con grosse leve che ti costringono a stare incollato allo schermo per giornate intere, aspettando il momento giusto in cui agire).

Qualunque obiettivo ti prefiggi di raggiungere, calcola che i rendimenti degli investimenti sicuri difficilmente superano il 5% annuo e quelli più dinamici difficilmente superano il 40% (e devi pure saperci fare!).

4) Perché devi saper valutare i rischi

La stragrande maggioranza dei piccoli investitori, dei risparmiatori e degli esperti da bar, non ha la più pallida idea su come si valuta il rischio di un investimento. Non solo, come visto nel punto 3 non è realistico nella valutazione dei potenziali guadagni, ma non è realistico nemmeno nel rischio che corre.

Ben inteso che, quando fai un investimento e non sai valutare il rischio, sbagli sempre in difetto.

È per questo che la gente si è ritrovata le obbligazioni Parmalat sulla schiena, è per questo che si è presa i tango bond argentini, è per questo che si è ritrovata dentro al caso Banca Etruria e così via.

Certo, ci sono casi in cui sbagli al contrario ritenendo più pericoloso di quel che è un investimento, ma questo è un errore senza effetti visibili, visto che in questo caso non entri nell’operazione e al più perdi un buona occasione. Sicuramente è più rischioso quando sbagli in difetto.

Questo tipo di errore comporta l’inserimento in portafoglio di titoli che sbilanciano totalmente la tua situazione patrimoniale. Rischi di esporti in operazioni sicure che non sono poi così sicure e presto o tardi rischi di perdere un sacco di soldi.

Un esempio tipico di errore nella valutazione del rischio si ha quando si investe negli immobili, dove moltissima gente si è fatta seriamente male rimanendo incastra in operazioni impossibili da chiudere, gravate da mutui lunghissimi e onerosi, in situazioni di mercato sfavorevoli e così via.

Nonostante quelo che sostengono la maggior parte dei politici, gli immobili sono e rimangono un prodotto puramente finanziario, anche se hanno un utilizzo concreto per l’investitore. Infatti c’è il capitale in gioco e c’è il tempo, quindi si tratta di prodotto finanziario. Il fatto che si possa vivere dentro un immobile, o lo si possa utilizzare magari per le vacanze, non lo tramutano in un oggetto sacro.

Molti si confondono perché quando comprano un’obbligazione, ad esempio, non hanno un utilità e quindi per tale motivo lo reputano un prodotto finanziario. Si dimenticano che tale titolo va a finanziare un’impresa, o un ente, che usa quei capitale per comprare macchinari e altri beni e servizi con un’utilità, ne più e ne meno di chi compra un’immobile per starci dentro.

Quindi, se è un investimento finanziario l’uno, lo è anche l’altro.

5) Perché devi bilanciare i tuoi investimenti

Un proverbio dice: “Non mettere mai tutte le uova nello stesso paniere”. Il motivo è semplice, infatti se il paniere prende un urto finisci col rompere tutte le uova. Oltre a saper valutare un rischio, devi ovviamente fare in modo di diminuirlo al massimo mantenendo costante il rendimento.

Infatti, in base al rischio che si corre si viene compensati da un’adeguata cedola o dividendo (ma non sempre, quindi non devi mai fidarti ciecamente di questo fatto, anche se per lo più questa affermazione è vera). Quindi normalmente si ha che, più vuoi guadagnare da un operazione e più rischi devi correre.

Tuttavia c’è il modo di abbassare il rischio e mantenere alto un rendimento, e questo modo è quello di diversificare i propri investimenti al fine di rendere bilanciato il proprio paniere di titoli. Se punti tutto su un titolo avrai che a un determinato rischio corrisponderà una determinata resa, ci siamo?

Ma se punti su due titoli simili, con un rischio identico e una resa identica e ci investi la stessa cifra, che cosa accade? Che il rischio diminuisce, perché è meno probabile che entrambe i titoli subiscano il medesimo destino negativo.

E se sono tre? Ti sarà facile comprendere che più diversifichi il tuo paniere di titoli più l’evento tragico, in cui tutti questi titoli subiscano un tracollo o un evento negativo contemporaneamente, diventa improbabile.

Se poi diversifichi anche su diversi settori, diverse tipologie di investimenti e diversi archi temporali, il rischio diminuisce ancora di più e il tuo investimento diventa, in gergo, bilanciato. Questo ti permetterà di avere i ricavi potenziali di un rischio elevato, assumendoti però un rischio più basso.

Esistono prodotti che lo fanno già da sé, ma come hai potuto leggere nella parte iniziale dell’articolo, i migliori hanno una soglia di ingresso molto elevata e quelli con soglia bassa non sono un granché per via dei costi di gestione alti. Devi quindi imparare a fare da te, che si sa, chi fa da sé fa per tre. 🙂

6) Perché devi dedicare tempo per acquisire informazioni

Qualunque cosa intendi fare, specie nel campo finanziario, non diminuire eccessivamente il tempo che ti serve per trovare informazioni importanti al riguardo.

Non capisco perché ogni volta che qualcuno compra un frigorifero o un paio di scarpe, gira per decine di negozi e centri commerciali, magari per una spesa modesta di poche centinaia di euro. Quando però investe svariate migliaia di euro fa tutto frettolosamente, o si fida del primo che passa…

Una prima cosa da fare è sicuramente una ricerca su Google, ma questo non basta. Infatti, molto spesso, per ogni prodotto trovi informazioni che dicono tutto e il contrario di tutto.

Trovi i clienti entusiasti e quelli delusi, così come trovi le finte recensioni positive di chi vende un prodotto e quelle finte negative della concorrenza. Diciamo che l’opinione della gente online è sempre da prendere con le pinze.

Allora che fare? Devi cercare informazioni valide sulla resa, sul profilo di rischio, sulle clausole contrattuali, sulle penali di uscita anticipata e tutta quelle informazioni che chi ti propone il prodotto in genere non ti dice mai, ma che possono diventare fondamentali nel momento del bisogno.

7) Perché devi continuare a tenerti aggiornato

Le cose cambiano nel tempo! Ti è mai capitato di ricevere le lettere dalla banca con i contratti che cambiano in modo unilaterale? Tipicamente ricevi una lettera che dice che ci sono nuove disposizioni, che cambiano le commissioni sulle operazioni e cose di questo genere.

Loro ti avvisano, ma non ti fanno firmare un nuovo contratto (visto che cambiano le clausole), ma è appunto unilaterale perché tu alla stipula hai firmato una condizione per cui loro sono ora autorizzati a cambiare senza chiederti il consenso ma solo avvisandoti.

Se non rimani aggiornato e non controlli tutti i tuoi investimenti, alora rischi di avere brutte sorprese!

E quando dico tieniti informato, non mi riferisco solo ai cambiamenti contrattuali ma anche a come si muove il mercato. Infatti il rischio di un titolo nel tempo può cambiare, il contesto socio-economico varia, la tassazione varia (e con essa l’ottimizzazione del bilanciamento del paniere dei titoli), alcune aziende vanno meglio e altre vanno peggio e così via.

Insomma: non puoi investire su qualcosa e dimenticarti per anni dei tuoi soldi vincolati.

8) Perché devi investire solo in ciò che capisci

L’ho lasciata per ultimo ma probabilmente è la considerazione più importante di tutto l’articolo: non investire mai su qualcosa che non sai esattamente come funziona, perché non puoi decifrare il comportamento che il titolo terrà mano a mano che avvengono gli eventi.

Faccio un esempio: se hai delle azioni del comparto automobilistico e arriva un evento come il diesel-gate, sapendo come si comporta un’azione e sapendo che il titolo investe su un’azienda automobilistica, non è difficile prevedere il movimento che si svilupperà nei giorni successivi. Puoi anche anticipare di quanto si sposterà e se è una cosa seria oppure passeggera.

Ma se investi in un prodotto finanziario che non consci, ed esso investe su qualcosa che non conosci, anche dovesse accadere il finimondo, non sai se esso coinvolgerà il tuo investimento o meno.

Oppure accade qualcosa di molto specifico che nei quotidiani non viene manco citato, ma tu non lo sai perché non ti informi e non sai nemmeno su cosa ti devi informare e vedi solamente che il tuo titolo precipita…

Su ogni prodotto finanziario che intendi utilizzare (azioni, obbligazioni, opzioni, etf e così via) devi conoscere come funziona dall’interno, insomma come è “ingegnerizzato”, altrimenti non potrai fare previsioni realistiche.

Per ogni titolo in cui vuoi puntare, e a prescindere dal prodotto finanziario che utilizzi, devi sapere vita morte e miracoli sul settore in cui opera, su come va il comparto, su quali sono i competitors diretti e quelli indiretti, su cosa sta producendo, su cosa sta per debuttare e così via.

Se esce fuori una notizia che ti spiazza, allora vuol dire che non sei poi così informato…

Bene, se sei giunto fino a questo punto vuol dire che sei molto interessato al tema degli investimenti e vuoi imparare a investire al meglio. Ti consiglio di cliccare sul banner qui in basso e dare un’occhiata al mini corso via email, che ti spiega come imparare a investire senza fare errori.

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