Come investire i soldi avuti in eredità? (parte prima)

Come investire i soldi avuti in eredità? …E’ una bella domanda che mi sento fare molto spesso! 🙂

Investire un capitale ereditato da un nostro caro defunto, un gruzzolo risparmiato nel corso degli anni o ancora dei soldi ricavati dalla vendita di un immobile o di un’ attività è una delle domande più ricorrenti che ho trovato nei vari forum, blog e riviste che parlano di investimenti.

Alla fine, spesso e volentieri, il presunto esperto di turno sforna la solita soluzione: “Compra dei BTP e non se ne parla più…”.

investire senza errori

In questi anni leggendo il sito dell’ADUC e dell’ADUSBEF mi sono reso conto che, qualunque sia l’esigenza del consumatore, la soluzione finale su come investire i soldi sembra ricadere SEMPRE su BTP, BOT e l’investimento immobiliare.

In particolar modo, mi ricordo di un signore romano che qualche anno fachiese consigli su come investire i soldi avuti in eredità (ben 200.000 euro ereditati da suo zio) per crearsi un’integrazione pensionistica. Il signore in questione aveva 50 anni e possedeva un piccolo mini-market.

Ovviamente, il consiglio fu di fare uno dei seguenti investimenti:

  • O comprare un immobile e integrare il reddito con gli affitti;
  • Oppure mettere in portafoglio 200.000 euro di BTP e integrare la pensione con le cedole.

Iniziamo dalla casa: non sono romano, tuttavia credo che con 200.000 euro a Roma ci compri a stento un box auto mentre se vuoi un appartamento devi spostarti parecchio dal centro della città.

Ammettiamo che il signore proprietario del mini-market abbia accettato di comprare un appartamento fuori città dal valore appunto di 200 mila euro. Che cosa gli si sarebbe prospettato per il futuro?

Intanto gli immobili, a prescindere dalle leggende metropolitane, sono gli investimenti con il minor ritorno economico esistente per certi versi addirittura inferiori ai BOT!

Le case sul lungo periodo, se si escludono colpi di fortuna (come ad esempio quartiere che diventa improvvisamente “in”), generalmente aumentano di valore tanto quanto l’inflazione (c’è anche il rischio che un quartiere “fico” diventi, negli anni, uno di basso profilo facendo deprezzare l’immobile).

Se poi vai a considerare i costi di mantenimento dell’immobile (eventuali spese condominiali, manutenzione ordinaria e straordinaria, spese notarili e le tasse  d’acquisto ed eventualmente di rivendita), è facile prevedere che l’incremento del valore sia sotto l’1% netto annuo sul lungo periodo (sul breve è perdente). Quindi il capitale, rendendo meno dell’inflazione, si erode nel tempo.

Veniamo al capitolo affitti: è sicuro che il signore in questione riesca ad affittare SUBITO l’immobile? Inoltre: se trova qualcuno che gli paga l’affitto…per quanto tempo dura questa cosa? Ammesso e non concesso che riesca a trovare un inquilino “perpetuo”, questo pagherà sempre o finisce che deve fargli anni di cause per buttarlo fuori con tutti i costi che ne derivano?

Considerando che con qui soldi limitati potrebbe comprare solo un appartamento nell’estrema periferia, la probabilità statistica di beccare un inquilino squattrinato che non paghi puntuale, o non paghi affatto, è parecchio elevata! Lascio perdere il capitolo della tassazione sugli affitti che, in pratica, è il triplo di quella che pagherebbe rispetto ad altre forme di investimento…

Forse ti sarai già accorto che un’integrazione pensionistica con tutte queste variabili di non riuscita è un po’ troppo aleatoria e non ci puoi fare granché affidamento. In definitiva: l’investimento in immobili a puro scopo previdenziale è sbagliato!

Qua puoi trovare la seconda parte di questo mio articolo dove ti parlerò di come investire al meglio i soldi avuti in eredità. Intanto puoi approfittare del mio mini corso gratuito in 7 email per investire bene, lo puoi avere cliccando qua in basso!

Patrizio Messina

investire senza errori

4 Commenti

  1. nicola

Inserisci un commento