Investimenti tasso fisso: cosa influisce sul rendimento?

Gli investimenti tasso fisso consistono in investimenti dove l’investitore/risparmiatore mette in portafoglio dei titoli in cui si riceve un flusso prefissato di versamenti futuri.

Questi flussi futuri sono cedole obbligazionarie o meno, che a periodi prefissati e cadenzati (ad esempio una volta l’anno, oppure semestralmente, o anche a scadenza se il titolo è del tipo zero coupon), elargisce una somma predeterminata in fase di contrattazione.

Faccio un esempio per chiarire meglio il concetto: un titolo fisso prevede qualcosa come “investi 10,000 euro al 3% annuo con cedola semestrale per una durata di 10 anni”.

In questo caso, si riceveranno 300 euro annui di interessi (3% su 10,000 euro), divisi in due cedole semestrali di 150 euro, e tutto ciò per 10 anni, quando verranno restituiti i 10,000 euro nominali (insieme a l’ultima cedola).

Come si calcola il rendimento di un titolo a tasso fisso?

Nei titoli a tasso fisso, come ad esempio i BTP, il fatto che il tasso è bloccato per contratto crea una serie di problemi nel calcolo dei rendimenti, fra cui il fatto che il titolo stesso può guadagnare o perdere valore in conto capitale.

In pratica, il titolo viene emesso alla pari (cioè con un valore 100.00), tuttavia, da quel momento in poi, al variare delle situazioni economiche che avvengono giornalmente il titolo può valere meno di 100.00 (ad esempio scendere a 95.00) oppure di più (ad esempio 103.50).

Questo meccanismo viene influenzato dalla domanda del mercato e dal tempo residuo a scadenza.

Non sto qui a spiegare tutto il meccanismo del calcolo dei rendimenti dei titoli a tasso fisso in quanto l’ho già fatto in un altro articolo sui rendimenti dei BTP che sono appunto obbligazioni di stato a tasso fisso.

Puoi leggere l’articolo è capire come funziona il meccanismo dei rendimenti e del valore in conto capitale, che a prescindere dal tipo di titolo funziona sempre allo stesso modo.

Fanno tuttavia differenza gli strumenti finanziari come i Buoni Fruttiferi Postali (BFP) che avendo un emissione a rubinetto non possono variare in conto capitale!

Fattori che determinano il rendimento di un investimento a tasso fisso

Abbiamo visto nell’articolo di approfondimento precedente come si comporta un titolo a tasso fisso nel tempo, tuttavia, il rendimento iniziale da cui partono tutte le considerazioni successive viene determinato rispetto a 3 fattori:

1. Il tempo alla scadenza

A parità di ogni altro parametro che influisce sul titolo, il tasso di interesse è influenzato dalla durata del titolo stesso.

E’ ovvio che un titolo che dura 30 anni ha un rischio intrinseco maggiore rispetto ad un titolo che dura solo un paio di anni…

Più lunga è la durata del titolo, maggiore è l’interesse che deve essere fornito per compensare il maggior rischio nel detenere il titolo stesso in portafoglio.

2. Il rischio di insolvenza

Maggiore è il rischio di insolvenza dell’ente emittente, maggiore deve essere il tasso di interesse che il titolo deve elargire al fine di convincere gli investitori a metterselo in portafogli.

Sicuramente avrai sentito parlare in passato del famigerato spread. Bene, lo spread misurava la differenza del tasso di interesse che in un titolo (in quel caso era il BTP a 10 anni italiano con l’equivalente BUND tedesco), al fine di convincere gli investitori internazionali ad acquisire i titoli italiani rispetto a quelli tedeschi.

Questo differenziale può essere sia positivo (si deve offrire più soldi) che negativo (è la controparte che deve offrire di più) in base al rischio reale, o anche solo percepito, di non riottenere i soldi investiti indietro…

Questo perché un obbligazione è di fatti, l’accollo di una parte del debito dell’emittente da parte di un investitore terzo. E chiaro che una persona si accolla una parte del debito di un altro soggetto se e solo se percepisce un interesse annuale sufficiente a bilanciare adeguatamente il rischio che si assume.

3. La liquidità del titolo

Un ultimo parametro che influisce sul rendimento è la facilità o meno di sbolognare questo titolo qualora si volesse uscire dall’investimento (per qualsiasi motivo).

Se un titolo si piazza facilmente sul mercato, allora il tasso di interesse sarà più basso, ma se il titolo è difficile da cedere (il mercato è poco liquido e quindi occorre una coincidenza astrale per trovare qualcun altro che subentri a noi), il tasso di interesse deve essere necessariamente maggiore, perché maggiore è il rischio che ci assumiamo quando lo mettiamo nel nostro portafoglio investimenti!

Articolo “Investimenti tasso fisso”.

Inserisci un commento