Investire è un gioco a somma zero?

investire a somma zero
Tempo fa mi è arrivata una mail che, per certi versi, posso definire “paradigmatica”. Perché? Per il semplice motivo che contiene domande e dubbi sull’investire che mi vengono posti spessissimo, da parte di molte persone che sono interessate a investire il loro denaro.

…Domande e dubbi che sono indice di una visione errata, per non dire distorta, di cosa significa veramente la parola investire. Dopo averci riflettuto, ho deciso di rispondere pubblicamente a questa email (mantenendo anonimo il mittente).

Spero, in questo modo, di poter fare maggiore chiarezza su un argomento un po’ controverso e di sbloccare quelle tante persone che hanno convinzioni un po’ limitanti sul discorso della formazione personale in ambito economico e finanziario.

Ecco qui di seguito la mail con le varie questioni che mi vengono poste:

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Buongiorno sig. Messina,
 
mi ha incuriosito la sua determinata voglia di far guadagnare soldi alle persone. Lei ci offre il suo corso a qualche decina di euro, dopo magari aver speso una vita e fatto sacrifici per arrivare al punto di ottimo investitore nel quale si trova attualmente. Le faccio una domanda: “Che convenienza ha lei nel crearsi concorrenti nel campo dell investimento e a vendere il suo prodotto così ricco di contenuti?”. Io per esempio, se sapessi tutti i trucchi di come e dove investire per guadagnare il più possibile, me li terrei per me per fare in modo di non crearmi concorrenza. Mi dica se sbaglio: meno persone investono su titoli convenienti = maggiori possibilità per me di investire su titoli convenienti = più soldi per me. Il mio ragionamento è errato?
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Qui di seguito, espongo le mie considerazioni in merito ai dubbi e alle domande sollevate in questa email. Innanzitutto bisogna chiarire un concetto: l’economia e la finanza non sono un gioco uno contro uno o uno contro molti.

Investire è un gioco a somma zero?


Mi spiego meglio: il gioco uno contro uno potrebbe essere, ad esempio, gli scacchi dove due giocatori si incontrano e solo uno dei due vince e l’altro deve per forza perdere. Il gioco uno a molti è, ad esempio, il campionato di F1 dove uno vince e tutti gli altri perdono con diverse graduazioni di sconfitta.

L’economia è, per così dire, un gioco molti a molti, dove ogni giocatore ha caratteristiche molto differenti, volumi molto differenti ed obiettivi totalmente differenti. Se in una partita a scacchi l’obiettivo di tutti è sempre quello di vincere, in borsa o in qualunque altro settore dell’economia ognuno partecipa con obiettivi totalmente differenti.

Ad esempio la FED o la BCE iniettano un sacco di soldi nel calderone non per guadagnarci sopra, ma per sostenere l’economia. Ad esempio, io e lei potremmo speculare sul cambio euro/dollaro per semplice profitto ma BCE e FED potrebbero comprare e vendere riserve monetarie per far abbassare o alzare il valore del cambio e ottenere vantaggi nelle esportazioni o nelle importazioni.

Consideri anche che questi possono creare il denaro dal nulla e quindi, ad esempio, noi potremmo guadagnare 10.000 euro dalla speculazione che la BCE o la FED hanno creato con un click. Insomma: non è che se lei guadagna 1 euro, allora c’è per forza qualcuno che perde un euro. In via del tutto teorica, in borsa potrebbero anche guadagnarci tutti e non perdere nessuno!

Ovvio che è solo una teoria, in realtà molti perdono soldi perché semplicemente fanno errori grossolani: non sanno come investire con profitto. Tuttavia, la somma delle vincite è sempre superiore alla somma delle perdite (non è un gioco a somma zero come pensano in molti), altrimenti non si spiegherebbe come mai la borsa nei secoli è sempre andata a salire (se pur oscillando).

Ora veniamo alle sue domande:

Che convenienza ha Lei nel crearsi concorrenti nel campo dell’investimento e a vendere il suo prodotto cosi ricco di contenuti a soli 200 euro?”

Innanzitutto, ciò che guadagno dalle vendita del mio corso!

Secondariamente, come detto prima, non è che siamo in un gioco dove io vinco i suoi soldi oppure lei vince i miei. I soldi che annualmente (per non dire giornalmente) le banche centrali creano, vengono iniettati all’interno dei mercati – sotto forma di acquisto azioni di aziende, oppure acquisto di titoli di stato, oppure come riserve di valuta o di materie prime eccetera – e sono lì per farli prendere a noi in modo che rilanciamo l’economia per propagazione.

Se io mi tengo l’informazione per me io attingo in percentuale dei miei soldi alla torta (se ho 30.000 euro e la mossa mi fa guadagnare il 5% mi prendo 1.500 euro), se lei partecipa con altrettanti soldi guadagna altrettanto, non è che se lei non partecipa io mi prendo i miei più i suoi soldi.

Questo perché i soldi inseriti ogni giorno sono quantità tali che quelli che posso investire io sono nulla in confronto, e non spostano nessun indicatore.

Quindi se io vendo una copia del corso ho semplicemente un guadagno puro che si assomma a quello che avrei comunque fatto, quindi per me è tutto grasso che cola! La domanda la ripropongo io: perché a questo punto non dovrei venderlo?

In realtà un problema si potrebbe verificare, quello in cui troppe persone applicano la medesima tecnica. Se in tanti fanno le stesse mosse, la somma dei soldi investiti diventano rilevanti e ciò modificherebbe l’andamento stesso dei mercati, diventando prevedibili e di conseguenza mettendoci in rischio “imboscata” degli squali.

Per ovviare a ciò i corsi si vendono, volutamente, a costo alto in modo che pochi possano comprare quella specifica tecnica rimanendo “invisibili”.

Una domanda che mi fanno spesso è perché non regalo il corso? Perché se lo regalassi (o lo vendessi a prezzo basso), troppe copie circolerebbero, tutti saprebbero le medesime tecniche, le tecniche si brucerebbero e io rimarrei senza soldi delle vendite e senza i guadagni personali che le tecniche mi garantiscono!

“Io per esempio se sapessi tutti I trucchi di come e dove investire per guadagnare il più’ possibile me li terrei per me per fare in modo di non crearmi concorrenza, mi dica se sbaglio”

Ho risposto all’inizio della mail. Non siamo in concorrenza.

“meno persone investono su titoli convenienti = maggiori possibilità per me di investire su titoli convenienti = più soldi per me. Il mio ragionamento è errato?”

Parte sempre dal presupposto che la borsa è un gioco a somma zero. In definitiva, se io vendo il corso a me non viene nessun danno. Se vendo, che so, 5 corsi al mese, io guadagno tot euro extra a quelli che guadagno per conto mio. Questo è il motivo per cui lo faccio! Inoltre tutte le mie conoscenze sugli investimenti, se non le vendessi, andrebbero perse e non sarebbero di beneficio a nessuno.

5 Commenti

  1. Domenica
    • Patrizio Messina
    • Patrizio Messina
  2. Francesco
    • Patrizio Messina

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