Come può esserti utile l’analisi tecnica per investire in borsa?

Analisi-tecnica

Stai pensando di fare degli investimenti finanziari investendo in borsa i tuoi soldi? Allora, per avere maggiori guadagni, ti sarà sicuramente utile saper fare l’analisi tecnica.

L’analisi tecnica si basa sul presupposto che il comportamento degli investitori, al verificarsi di certe condizioni, si ripete nel tempo. Quindi, analizzando i grafici del passato è possibile prevedere con una certa approssimazione il futuro.

Infatti è proprio il comportamento degli investitori a determinare, attraverso la domanda o l’offerta, il valore del sottostante.

Prevedere il futuro ha l’obiettivo di individuare quando un prezzo di un’azione raggiunge il suo massimo o il suo minimo e, di conseguenza, aprire e chiudere le posizioni per ottenere il massimo rendimento.

La strategia perfetta per investire in borsa prevede che si compri quando il valore è minimo e si venda quando invece il valore è massimo.

Per prima cosa è bene dire che negli investimenti finanziari, tradizionali o con il trading online, è meglio evitare facili illusioni: i guadagni sono possibili, ma è difficile riuscire a investire centrando un minimo e liquidare gli investimenti su di un massimo…

Solitamente si riesce a individuare una via intermedia, tranne il caso in cui si sia esperti di finanza e si anticipi il cambio di tendenza con una certa precisione. I valori esatti possono essere conosciuti solo ex post, ma l’obiettivo di un trader è di identificare il trend e la sua inversione.

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L’analisi tecnica

Il padre dell’analisi tecnica è considerato Charles Dow che, agli inizi del novecento, scrisse numerosi articoli sull’andamento del Dow Jones Industrial Average e del Dow Jones Transportation Index. I due settori trainanti dell’economia statunitense dell’epoca.

Dopo aver analizzato i vari dati emersi, rilevò che i mercati tendono a muoversi in modo simile nel corso del tempo. Dagli scritti di Dow altri analisti continuarono gli studi, ma il nucleo fondamentale dell’analisi tecnica resta quello delineato da Dow.

L’analisi tecnica è concentrata sulla serie storica dei prezzi di uno strumento al fine di determinare il possibile andamento futuro.

Chi utilizza l’analisi tecnica per i propri investimenti parte dal presupposto che il prezzo sconta tutto. Questo vuol semplicemente dire che nei prezzi è già compreso anche il fattore emotivo, politico, psicologico, monetario ed economico, che invece sono oggetto di studio dell’analisi fondamentale.

Pertanto, i grafici oggetto dell’analisi riflettono la psicologia rialzista o ribassista. Dow aveva determinato i sei principi dell’analisi tecnica:

Nei mercati sono rilevabili tre tendenze (Trend):

  1. Up trend: il momento in cui l’andamento dei prezzi successivi chiude a livelli superiori rispetto a quelli passati, di conseguenza vi sono massimi e minimi crescenti.
  2. Down trend: movimento decrescente di massimi e minimi.
  3. Correzioni: cioè movimenti di senso contrario rispetto all’andamento, per poi riprendere la direzione iniziale.

Ogni singolo trend ha tre fasi

  1. Accumulazione: fase in cui gli acquirenti esperti stanno prendendo posizione sul mercato, comprando ciò che la massa vende.
    In questa fase i movimenti di prezzo non sono significativi, ciò avviene perché gli esperti sono in minoranza.
  2. Partecipazione in massa: in questa fase anche la massa compra iniziando a tradare seguendo gli esperti. In questa parte del ciclo vi possono essere variazioni notevoli di valore.
  3. Euforia: fase in cui i grandi investitori e i grandi speculatori iniziano a smobilitare le loro posizioni. In questa fase il “parco buoi” (il grosso degli investitori non esperti) continua a comprare, ma gli investitori più esperti iniziano a vendere perché pensano che a breve il trend possa essere invertito. Questa può essere considerata l’ultima fase rialzista.

I mercati scontano tutte le notizie

Il terzo principio alla base dell’analisi tecnica ti è stato già accennato in precedenza, cioè i mercati scontano tutte le notizie e quindi l’andamento analizzato, nonostante guardi solo il prezzo, comprende anche tutti i principi alla base dell’analisi fondamentale, come il fattore emotivo, politico ed economico.

Le medie devono confermarsi a vicenda

Il quarto principio dell’analisi fondamentale delineato da Dow dice che le medie devono confermarsi a vicenda. Per capire ciò, è necessario fare una breve digressione.

L’economia statunitense, nei tempi in cui Dow elaborava la propria teoria sull’analisi tecnica, era rappresentata in modo prevalente da aziende manifatturiere e imprese ferroviarie e i titoli sul mercato richiamavano questa dicotomia.

Secondo Dow non si potevano avere andamenti discordanti tra questi due settori, in caso contrario si doveva attendere un’inversione di tendenza.

I trend devono essere confermati dai volumi

Secondo Dow il movimento con alti volumi aumenta la probabilità che il movimento che si sta sviluppando sia rappresentativo.

Il trend esiste fino a quando segnali chiari non ne decretano la fine

I principi dell’analisi tecnica, anche se inizialmente erano applicati solo al mercato azionario, possono essere applicati a tutti i mercati: azionario, materie prime, monete (il cosiddetto forex trading), futures, indici.

L’analisi tecnica è utile sia in caso di investimenti in modo classico, sia per investimenti nel trading online. È bene sottolineare che nel trading online è possibile anche sfruttare, all’interno di un trend rialzista o ribassista, le oscillazioni di senso contrario, in questo caso si parla di strategia di scalping.

Strumenti di analisi tecnica

Gli strumenti utilizzati per eseguire un’analisi tecnica sono numerosi e tra questi vi sono gli indicatori e gli oscillatori.

Gli oscillatori sono utilizzati soprattutto quando manca un trend direzionale e, di conseguenza, diventa necessario avere il supporto di un trend laterale. Possono fornire diverse informazioni, ad esempio iper-comprato e iper-venduto.

Gli indicatori sono costruzioni matematiche fondate sui prezzi, il cui obiettivo finale è determinare il prezzo futuro. Gli indicatori e oscillatori sono numerosi e probabilmente con il tempo altri se ne aggiungeranno. Ti ricordo i principali:

  • Le bande di Bollinger: che consentono di individuare le fasi di espansione e contrazione della volatilità dei prezzi.
  • Fibonacci: che prende il nome dallo studioso che li ha elaborati, lo stesso attraverso la sezione aurea permette di individuare i movimenti correttivi all’interno di un trend.
  • Stocastico: che consente di individuare i massimi e i minimi del mercato.

Tra i grafici più utilizzati invece vi è il candlestick o candele giapponesi. Si tratta di un grafico a barre ideato da Munehisa Homma, che lo utilizzò in Giappone per prevedere l’andamento del prezzo del riso e sembra che riuscì con questo metodo ad arricchirsi.

Il candlestick permette di rappresentare le oscillazioni di prezzo nell’unità di tempo, che può andare da un minuto fino ad un mese.

Critiche all’analisi tecnica

La principale critica rivolta all’analisi tecnica afferma che i grafici dicono dov’è il mercato, ma non possono dire dove andrà.

In realtà i possibili errori dovuti all’analisi tecnica sono da riferire all’abilità nell’interpretare i grafici, infatti non è detto che tutti riescano a ricavare dagli stessi grafici i medesimi elementi.

Coloro che danno l’interpretazione sbagliata possono essere portati a pensare che l’analisi tecnica non sia in grado di aiutare il trader, ma in realtà l’errore potrebbe essere proprio di quest’ultimo.

Una seconda critica arriva dai sostenitori della random walk. Si tratta di una teoria sviluppata dalla comunità accademica e che ipotizza che le variazioni dei prezzi siano indipendenti e, di conseguenza, utilizzare i prezzi del passato per predire quelli del futuro sarebbe errato.

L’analisi tecnica oggi

Si può dedurre, da quanto detto finora, che l’analisi tecnica si basa sullo studio dei grafici del passato al fine di determinare quale sarà l’andamento futuro.

Proprio per questo gli analisti tecnici vengono chiamati “chartists” per l’abitudine di studiare le “carte”.

Molti tendono a comparare analisi tecnica e analisi fondamentale decretando la maggiore affidabilità dell’una o dell’altra. Non manca chi ritiene l’analisi fondamentale maggiormente adatta alle strategie di investimento del lungo periodo, mentre l’analisi tecnica adatta a strategie di breve periodo.

Si ritiene che gli investimenti di lungo periodo, tipici di chi adotta una strategia buy and hold (l’approccio del “cassettista”), siano poco sensibili alle oscillazioni dei prezzi per questo possono avere pochi benefici da un’analisi tecnica.

Deve però essere sottolineato che le strategie di investimento di lungo periodo, solitamente, assicurano un rendimento minore rispetto a strategie di breve periodo.

Per capire si può fare un esempio concreto guardando l’indice Dow Jones Industrial Average da metà anni ’60 fino a metà anni ’80 in cui, a fronte di un valore di ingresso e uscita simile, vi si possono riscontrare cinque grandi cicli economici con altrettanti forti rialzi e ribassi tutti sfruttabili!

Chi in questo caso ha preferito una strategia buy and hold di lungo periodo ha avuto un guadagno minimo, chi invece ha preferito strategie di breve e medio periodo è riuscito a guadagnare molto vendendo nei cinque periodi di rialzo.

Volendo cocludere, a parere di chi scrive l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale, in realtà, non sono in conflitto e possono essere utilizzate contemporaneamente per ottenere i migliori risultati.

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