Forex Trading: come e perché si investe nelle valute?

Forex trading

Il forex trading consiste, in estrema sintesi, nell’investire sul mercato valutario.

Il forex (spesso abbreviato in FX) detto anche currency market o mercato delle valute è un mercato in cui investono le banche centrali, le banche commerciali, gli investitori istituzionali, gli hedge funds, le industrie, i grandi operatori commerciali e anche gli investitori privati.

Per tale motivo il forex è diventato nel tempo l’attività di mercato con più ampi volumi di scambio e raggiunge una media 2.000 miliardi di dollari di scambi medi al giorno, con picchi che possono arrivare tranquillamente ai 4.000 miliardi di dollari!

Tali volumi di scambio fanno si che esso sia un mercato estremamente liquido e quindi non si corre il rischio di non poter chiudere una posizione, come invece a volte capita in altri tipi di investimenti.

Un’altra particolarità del forex trading sta nel fatto che esso è un mercato decentrato geograficamente, cioè non sta da nessuna parte. In pratica non esiste un luogo dove avviene lo scambio, in quanto esso avviene ovunque ci sia un borsa valori, motivo per il quale si dice che è un mercato Over The Counter o OTC.

Siccome la borsa sta in tutte le nazioni (o quasi) sparse in tutto il mondo, la contrattazione delle valute avviene su tutte e 24 le ore del giorno ad esclusione del sabato e della domenica, o comunque di una parte di questi due giorni visto che per qualcuno il sabato arriva quando in altri posti è quasi domenica.

Un altro aspetto importante è che le festività nazionali non sono presenti allo stesso modo in tutto il globo, pertanto normalmente non è possibile investire nel forex trading solo in quelle feste presenti ovunque (come Natale o Capodanno).
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Come dicevo poc’anzi, il forex trading avviene fra coppie di valute in quanto esse non sono un bene come le materie prime o le azioni, ma sono in pratica un sistema di riferimento di valori. Quindi, indefinitiva, si può puntare su una valuta solo nei confronti di un’altra.

…Possiamo cioè investire sull’euro in confronto al dollaro, oppure chessò in confronto alla sterlina inglese, ma non sull’euro in quanto tale. Difatti quello che facciamo sarà comprare euro vendendo dollari o sterline, eccetera.

Se puntiamo su una valuta compriamo quella valuta vendendone un’altra, se invece puntiamo sul suo deprezzamento quello che andremo a fare sarà venderla acquistandone la controparte.

Tutte la valute sono fra di loco accoppiabili, tuttavia alcuni accoppiamenti sono più diffusi di altri come ad esempio: EUR/USD, EUR/GBR, EUR/YPN, GBR/USD, GBR/YPN, USD/GPN, USD/CAD, USD/AUS, eccetera.

Questo perché gli scambi commerciali fra alcune nazioni, come Stati Uniti verso Europa o Gran Bretagna, hanno maggiori volumi rispetto agli scambi commerciali che sussistono, ad esempio, fra paesi come il Togo verso l’Islanda per dirne due a caso.

Detto ciò bisogna capire perché viene utilizzato, come è nato questo mercato e come sfruttarlo.

=> Perché si investe nel forex trading?
Normalmente il mercato delle valute serve agli investitori istituzionali per regolare gli scambi commerciali e quindi fare riserva delle valute estere, al fine di garantire i pagamenti internazionali.

Un’industria o un grosso operatore commerciale, quando compra materie prime o merci in una nazione con una diversa valuta corre un rischio di cambio non indifferente. Se ad esempio deve comprare un milione di euro di merci dagli USA, per poi rivenderli in Europa, esso stabilisce un prezzo di vendita oggi ma, quando andrà a comprare le merci potrà esserci stato una variazione sfavorevole del cambio che potrebbe portarlo in perdita.

Allora si proteggerà acquistando, in contemporanea alla vendita del bene, la valuta estera necessaria a garantire la copertura del costo delle materie prime. Questo permetterà, il giorno dell’acquisto del bene o delle materie prime da importare, di vendere il certificato di investimento al cambio corrente e annullare quindi il rischio di cambio.

Ovvio che questo lavoro il broker (ossia l’intermediario) non lo fa gratuitamente, in ogni caso la commissione è comunque molto più bassa rispetto a quanto avrebbe dovuto sborsare l’importatore, se nel frattempo si fosse verificata una forte svalutazione della sua valuta.

Questa è, tra le altre cose, il motivo per cui l’Italia ha aderito con entusiasmo nella moneta unica europea. Siccome volevamo mantenere uno stato sociale che non potevamo permetterci, eravamo costretti a svalutare in continuazione la lira al fine di far girare l’economia e produrre ricavi e, di conseguenza, gettito fiscale.

Tuttavia questo esponeva le nostre industrie e i nostri importatori a comprare merci dall’estero, rischiando tantissimo e dovendo proteggersi con il forex trading (che costa bei soldini).

Avendo tutti la stessa valuta per noi significava risparmiare tantissimo nella movimentazioni delle merci all’interno delle nazioni che adottavano l’euro, oltre che avere una valuta molto più stabile che permetteva di non avere forti svalutazioni da un giorno all’altro nei confronti delle altre nazioni partner come gli USA, il Giappone, la Gran Bretagna, eccetera.

Ovviamente la protezione dei cambi è molto importante non solo per l’import e l’export di merci e materie prime ma anche per i prodotti finanziari, motivo per il quale il forex trading è usato molto dalle banche commerciali e da quelle centrali.

Un’altra caratteristica del forex trading è data dagli effetti leva, spesso anche molto marcati. Questa caratteristica è utile agli investitori istituzionali per proteggere grosse quantità di valuta utilizzandone molta meno per la copertura e, di conseguenza, permette di lasciare liberi i soldi per fare altro.

Se ad esempio hai una leva a 10 puoi proteggere un milione di euro con solo 100.000 euro, e lasciarne così 900.000 euro liquidi con cui poi potresti fare altro…

Tuttavia le grosse leve, che oggi possono arrivare anche a 1.000, hanno reso questo mercato appetibile per i piccolissimi investitori che si sono riversati tutti sul forex trading.

Addirittura oggi si stima che ben il 90% del volume di scambi è dovuto agli investitori speculatori, quelli che cioè entrano nel mercato per guadagnare dalle variazioni del prezzo delle valute contro il 10% di chi lo utilizza per lo scopo di protezione dei mercati per cui è nato.

=> Come è nato il forex market?
Il forex trading è nato nel 1971 con l’uscita degli USA dal Bretton Woods Agreement. Prima di quella data era in vigore il cosiddetto gold standard, grazie al quale le valute avevano un valore fissato rispetto a una certa quantità di oro.

Prima dei patti di Bretton Woods le valute erano rapportate all’oro, motivo per il quale era sempre presente una scritta “pagabili a vista al portatore” (questa caratteristica valeva anche per le nostre vecchie lire).

Tuttavia il mercato cresceva globalmente a un ritmo più sostenuto rispetto all’oro che si riusciva ad estrarre dalle miniere, e questo si ripercuoteva in una crisi di liquidità. Se per ogni oncia d’oro si potevano stampare 35 dollari, se non avevi oro a sufficienza non potevi stampare i dollari che ti servivano e quindi si arrivava a un punto che mancava la moneta per effettuare gli scambi commerciali con l’estero!

Ciò causava tutta una serie di effetti a cascata in quanto la mancanza di liquidità restringeva l’offerta di moneta, che a sua volta faceva esplodere il tasso di interesse. I tassi di interesse elevati si ripercuotevano sull’economia rallentandola e si sfociava, quindi, in una recessione.

La recessione causava un crollo dei prezzi al consumo che innescavano, a loro volta, un boom di vendite e di consumo facendo ritornare il tutto in una crisi di liquidità, eccetera.

Si sono avuti all’inizio del XX secolo un sacco di rovesciamenti economici, che andavano da forti crisi a forti boom economici ogni tre o quattro anni, rendendo impossibile pianificare investimenti di lunga durata.

Si scelse quindi di aderire ai patti di Bretton Woods per stabilire dei cambi e delle svalutazioni massime, che le nazioni potevano applicare al fine di regolamentare i mercati ed evitare i problemi del passato.

Tuttavia, anche questo fu insufficiente e alcune nazioni iniziarono a chiedere oro per i pagamenti in vista di una grosse recessione. Fu a questo punto che il presidente Nixon, come capo della più importante nazione occidentale (gli USA), decise di uscire dal gold standard.

Uscendo dalla convertibilità in oro occorreva, in ogni caso, avere un sistema per dare peso alle valute fra di loro e a causa di questo si creò il mercato delle valute e nacque, quindi, il cosiddetto forex trading.

=> Come sfruttare il forex per investire e guadagnare?
Sicuramente non sei a capo della BCE o della Federal Reserve, quindi lascio perdere le strategie per utilizzare il mercato delle valute come protezione e passo a citare i metodi più utilizzati dagli investitori privati comuni:

  • Scalping – Si tratta di un tipo di operazione short o long sulle valute, al fine di guadagnare nel differenziale del prezzo che si genera in pochi minuti o al massimo in qualche ora.
  • Violazione del prezzo – Questa metodo consiste nel posizionarsi al di sopra o al disotto di un supporto o resistenza e aspettare la violazione del prezzo, per andare short o long e sfruttare lo slancio delle quotazioni.
  • Price Action – Consiste nello studio dei movimenti passati per predire il futuro delle quotazioni. In pratica la classica analisi tecnica delle figure.
  • Trend Trading – In questo caso si cerca di individuare un trend di movimento delle quotazione, in modo da “cavalcarlo” con un proprio investimento fino a che esso perdura.

A prescindere dalla strategia che si preferisce utilizzare, lo studio del momento di ingresso e di uscita da un trade avviene mediante lo studio dell’analisi tecnica (sia essa delle figure, dei frattali o dei pivot point).

Essa ci permette di stabilire con le probabilità a favore quale sarà il movimento futuro e da questa valutazione stabiliamo se andare long o short su una specifica valuta.

Si può anche utilizzare l’analisi fondamentale, cercando di capire in anticipo quali saranno le mosse delle banche centrali sull’immissione di nuova liquidità oppure sull’andamento del tasso di interesse. Tuttavia questo richiede studi economici seri e di una certa complessità, che difficilmente l’investitore privato medio sa fare.

In ogni caso un buon consiglio è quello di stare lontano dal mercato quando si aspettano annunci da BCE o FED, riguardo cosa faranno a breve, così non rischi di interpretare male i mercati.

Un’ultima menzione va ai broker online che permettano di fare forex trading. Come già detto nell’articolo sulle opzioni binarie, esistono diversi broker e ognuno di essi ha le proprie peculiarità.

C’è quello che dà un bonus di ingresso, c’è chi da i bonus di ricarica, chi permette di fare leve maggiori di altri, quelli che permettono di investire su più o meno coppie di valute, eccetera.

Pondera per bene le caratteristiche che fanno più al tuo caso per fare forex trading e poi scegli, fra gli operatori che sono regolarmente iscritti alla CONSOB, quello che per te è in generale più conveniente.

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