Come investire con la strategia del Value Investing

Oggi ti parlerò di una strategia per investire molto particolare e poco conosciuta in Italia: il Value Investing. Nessun racconto sul Value Investing può cominciare senza parlare di Benjamin Graham. Questo personaggio, infatti, è considerato da tutti il padre fondatore di questo modo di investire.

Egli ha avuto il merito di trasformare gli investimenti in una professione che prima consisteva, per lo più, in pratiche speculative. Se vuoi affrontare il mondo degli investimenti in azioni con l’approccio del Value Investing, sappi che devi il tuo futuro di investitore a Ben Graham.

Su internet trovi poche comunità valide che siano in grado di accompagnarti “prendendoti per mano” dalla conoscenza teorica fino all’applicazione pratica di questa semplice, ma poco conosciuta, modalità di investimento. In questo articolo cercheremo di delineare le caratteristiche base di questo tipo di strategia.

Spiegato semplicemente, l’approccio del Value Investing consiste nel comprare titoli a un prezzo inferiore rispetto al loro valore intrinseco (ossia a quello che è il loro puro e semplice costo di produzione). Come dice Warren Buffett: “Il prezzo è quello che paghi, il valore è quello che ricevi.”

Detto in altri termini, l’approccio agli investimenti di tipo Value Investing mira, quindi, ad assicurarsi proprio che il valore che si riceve da un investimento sia sempre superiore rispetto al prezzo pagato per avere il titolo.

Sembrerebbe essere davvero semplice a livello concettuale, ma in realtà la difficoltà sta nel fatto che non sempre è facile condurre una rigorosa analisi dei fondamentali della società oggetto di interesse.

La filosofia del Value Investing inizia già dalle prime volte in cui Ben Graham si misurava con Wall Street. Prima che Ben Graham scrisse il suo mitico libro “Security Analysis”, gli investimenti si focalizzavano soprattutto sui bonds dal momento che le azioni erano considerate da tutti un investimento troppo speculativo.

Come risultato non si conduceva molta analisi finanziaria sui titoli azionari. Naturalmente, questo fatto creò moltissime opportunità di investimento in situazioni profittevoli.

L’abilità di Benjamin Graham di analizzare i business e l’abilità di trovare idee di investimento profittevoli gli fece guadagnare una solida reputazione come investitore di Wall Street e gli permise di fondare la Graham-Newman Partnership nel 1926.

Proprio in questo periodo, Ben Graham decise di scrivere un libro che descrivesse nel dettaglio tutte le sue conoscenze sugli investimenti. Prima di scriverlo, tuttavia, decise di testare le sue idee di fronte ad un auditorio e quindi decise di iniziare a insegnare a un corso serale sugli investimenti alla Columbia. Data la sua reputazione, il corso si riempi dall’oggi al domani di studenti.

Utilizzando le sue lezioni come guida, Ben Graham e il professore della Columbia David Dodd misero insieme il libro “Security Analysis” nel 1934. La pubblicazione di questo libro è considerata da tutti come il momento in cui nacque il Value Investing e segnò la divulgazione degli insegnamenti di Graham al mondo. Il libro è spesso chiamato “la Bibbia degli Investimenti” di Graham & Dodd.

Egli fece presto seguire a questa pubblicazione “The Intelligent Investor”, che permise di continuare a diffondere la sua filosofia di investimento alle masse. Warrenn Buffett descrive questo libro come “il miglior libro sugli investimenti che sia stato mai scritto”. E io non posso che essere d’accordo.

Oggi ci sono molti modi di applicare il Value Investing, che vanno da forme strategiche passive a quelle più aggressive. Con le strategie di Value Investing passive semplicemente tu puoi investire in borsa, comprando titoli azionari a buon mercato, e poi aspetti che il loro valore sia riconosciuto dal mercato.

Nelle strategie Value Investing più aggressive l’investitore-imprenditore prima acquista azioni a buon mercato e poi tenta di cambiare dall’interno la Società, in modo da creare valore che possa essere percepito presto dal mercato.

In mezzo a questi due estremi c’è l’approccio Contrarian Investing, che è l’approccio seguito dalla maggior parte dei Value Investors.

L’approccio Value Investing Passivo comporta la ricerca di titoli sottovalutati, basandosi su certi criteri finanziari rappresentati da variabili come il Price/Book (P/B) o il Price/Earnings (P/B). Tali valori non hanno senso se presi isolati, ma soltanto se contestualizzati al mercato di riferimento di un certo titolo e se confrontati con altri titoli di aziende concorrenti.

Anche se il mercato americano è costituito da una infinità di titoli con caratteristiche veramente eterogenee, è possibile utilizzare degli Stock Screener che consentono di estrarre in pochi secondi il titolo che risponde ai criteri voluti, grazie all’utilizzo di appositi filtri di ricerca: individuare il titolo che può darci rendimenti a doppia cifra non è stato mai così semplice.

Se riesci a trovare un titolo che è venduto ad un prezzo inferiore alla cassa netta (cassa meno debiti), allora le chances che il titolo affondi sono minime a meno che il management sia così incompetente da distruggere giorno dopo giorno questo valore. Questo processo è stato usato da Ben Graham per diversi anni con grandi risultati.

Quando si compra un titolo che costa 5 dollari ci si dovrebbe chiedere quanti anni devono passare, affinché gli utili distribuiti dalla società siano in grado di ripagarmi per l’investimento che ho fatto. Questo dato si può intuire dal valore di P/E: minore è questo valore e minori saranno gli anni necessari a coprire il mio investimento.

Anche il valore di PEG è molto importante: esprime una stima della crescita degli utili per i prossimi (5 in genere) anni. Peg interessanti sono quelli il cui valore è compreso tra 0 e 1.

E’ importante scegliere titoli i cui business siano ben consolidati e che dimostrano negli anni ricavi costanti, flussi di cassa costanti e barriere all’ingresso molto difficili da violare: un esempio di questo tipo di business è rappresentato da titoli come Coca Cola, Pepsi Cola e Cisco Systems.

Il Contrarian value investing è il tipo più comune di approccio Value Investing. La maggior parte dei grandi nomi del Value Investing, da Warren Buffett a Seth Klarman fino a Marty Whitman, sono del tipo contrarian investing. I Contrarian Value Investors fanno incetta di titoli quando nessuno compra, perché crede che sia un periodo di crisi. In realtà è proprio in questi periodi che si fanno i migliori affari!

L’idea su cui si basa il Contrarian Investing è che Mr. Market troppo spesso reagisce esageratamente alle notizie o agli eventi  che riguardano il mercato, ed è questa evidenza accademica che supporta la validità dell’approccio Contrarian Investing.

Per esempio gli studi dimostrano che, acquistando un portfolio di titoli che hanno sottoperformanto l’anno precedente, questo dimostra performare di più rispetto ad un portfolio di titoli che hanno overperformato l’anno prima.

La chiave dell’approccio Contrarian Investing è la pazienza: una volta che hai trovato un titolo che è sottovalutato dal mercato e da esso dimenticato, non ti aspettare che il prezzo di questo titolo schizzi in alto dall’oggi al domani; il mercato può richiedere parecchio tempo per accorgersi dell’errore di valutazione che ha fatto.

Chiaramente tieni sempre presente che non tutto quello che costa poco vale tanto: stiamo parlando di aziende dimenticate dal mercato che non hanno nessuna chances di fare bene negli anni che verranno e hanno degli svantaggi competitivi grandissimi in quel mercato rispetto ai concorrenti. Non le devi comperare anche se costano poco!

In parole povere l’approccio Value Investing consiste semplicemente nel comperare titoli di valore quando il mercato sta vendendo e nell’aspettare pazientemente che il mercato riconosca questo valore attraverso il prezzo.

La chiave di tutto è la pazienza. Anche con gli immobili, per esempio, è richiesto questo tipo di pazienza. Solo che, rispetto agli immobili, i titoli sono estremamente più facili da trasformare in denaro liquido. Se ti aspetti una gratificazione istantanea, allora il Value Investing non è l’approccio che fa per Te.

Se vuoi adottare la Strategia Value per i tuoi investimenti la chiave è rappresentata dal tuo assetto mentale, dal tuo mindset. Devi dimostrare di essere paziente o, se non lo sei, devi esercitare la tua pazienza. Infatti, questo è il denominatore comune a tutti i Value Investors di successo.

La mentalità del Value Investor è simile alla mentalità di tutte le persone che aspettano i saldi per comprare gli indumenti, o qualsiasi altro bene materiale di comune utilità. Pertanto, se qualcuno ti chiede quali titoli conviene comprare tu risponderai sicuro: “Conviene comprare titoli di valore solo quando questi sono a sconto!”

Fortunatamente per te il mindset del Value Investor è ben descritto nell’Opera più famosa di Ben Graham: “The Intelligent Investor”. Leggi e rileggi questo libro se vuoi capire sempre meglio questo modo di investire e il mindset che devi acquisire.

Gli strumenti di analisi e le modalità per analizzare i titoli possono cambiare leggermente nel corso degli anni, ma il mindset del Value Investor non cambierà mai. Ed è quello che determinerà il tuo successo come investitore.