Investire in obbligazioni: come devi comportarti con le varie tipologie!

Oggi ti voglio parlare di tutto quello che devi sapere prima di iniziare ad investire in obbligazioni.

Innanzitutto occorre immediatamente stabilire che le obbligazioni rappresentano i debiti dell’ente che le emette. In pratica, chi mette in portafoglio delle obbligazioni si accolla una parte dei debiti dell’ente e, per tale motivo, e per il conseguente rischio che ci assumiamo, veniamo ricompensati con una cedola periodica.

Esistono 4 tipologie di obbligazioni:

  1. Obbligazioni governative (statali)
  2. Obbligazione corporate (private)
  3. Obbligazioni strutturare
  4. Obbligazioni convertibili

Le prime due categorie, cioè quelle delle obbligazioni statali e quella delle obbligazioni private sono a loro volta suddivise in:

  • Obbligazioni a tasso fisso
  • Obbligazioni a tasso variabile
  • Obbligazioni zero coupon

Questo in base al metodo che utilizzano per distribuire gli interessi.

Le obbligazioni strutturate, invece, forniscono una cedola che è sempre legata al comportamento di un paniere sottostante e può avere diverse clausole che scattano a determinate condizioni.

Le convertibili, infine, possono elargire la cedola sia a tasso fisso che a tasso variabile, e permettono di essere convertite in azioni a scadenze prestabilite.

Dopo questa breve carrellata iniziale vado a illustrare meglio le singole tipologie di obbligazioni.

1. Il rischio di investire in bond

Come detto all’inizio dell’articolo, investire in obbligazioni significa accollarsi una parte dei debiti dell’ente che le emette. Quindi se compriamo le obbligazioni statali italiane ci stiamo accollando una parte del debito pubblico italiano, se mettiamo in portafoglio quelle tedesche ci stiamo accollando una parte del debito pubblico tedesco e così via.

Allo stesso modo, se mettiamo in portafoglio quelle private, a prescindere dal fatto che siano normali o convertibili, ci accolliamo una parte del debito di quella specifica impresa.

Solo le obbligazioni strutturate non sono obbligatoriamente legate ad un debito dell’emittente ma possono essere create da zero come prodotto finanziario.

Visto che con le obbligazioni ci accolliamo un debito di qualcuno, il rischio di perdere i soldi dipende dalla solidità dell’ente che vuole prestati i nostri soldi. Più l’ente è a rischio, maggiore è l’interesse che deve fornirci se vuole che gli prestiamo i soldi…

Ovviamente andare a calcolare il rischio di ogni emittente è un operazione piuttosto complessa e per tale motivo sono state create le agenzie di rating che forniscono questo servizio in modo professionale.

Le agenzie più famose sono la Standard & Poors, Moodys e Fitch che semestralmente pubblicano un rapporto per ogni Stato e per ogni impresa presente nei mercati mobiliari.

Tuttavia non è oro tutto quello che luccica. Diverse sono state le lamentele e le accuse che queste agenzie hanno ricevuto a causa di rapporti che ai più sono sembrati truccati di proposito per alterare il corso degli investimenti al fine di organizzare attacchi speculativi contro nazioni o singole aziende (come ad esempio contro l’Italia nell’ultimo anno del Governo Berlusconi).

Questi rating vanno dal AAA (detto tripla A), a scendere: AA, A, BBB, BB, B, CCC, eccetera.

Più scendi nei rating, maggiore è il rischio statistico di perdere soldi nell’investimento!

2. Investimenti Tasso Fisso

Le obbligazioni a tasso fisso forniscono una cedola prestabilita alla stipula del contratto. Ad esempio 4% annuo per tutta la durata dell’obbligazione.

Tipicamente questo tipo di obbligazione si mette in portafoglio quando si prevede la diminuzione del costo del denaro o dei tassi di inflazione, in modo tale da bloccare un tasso alto quando il mercato fornisce una tasso più basso.

Le obbligazioni a tasso fisso, tuttavia, hanno una quotazione detta in conto capitale che fa variare il valore stesso dell’obbligazione in modo tale, che complessivamente, l’obbligazione più le cedole da distribuire in futuro abbiano un valore costante.

Perché tutto questo? Perché se non fosse così sarebbe impossibile liberarsi di un’obbligazione in corso d’opera qualora l’investitore per vari motivi vuole riottenere i soldi indietro (nel caso la cedola corrente fosse più elevata di quella dell’obbligazione che possiede).

Viceversa, sarebbe impossibile per l’ente emittente, ad esempio lo Stato, piazzare le nuove obbligazioni a tasso fisso se il tasso corrente fosse più basso di alcune già in circolazione (che verrebbero preferite in quanto forniscono una cedola più alta…).

Di conseguenza, l’obbligazione varia di valore al fine di far rimanere costante la somma del valore dell’obbligazione e delle cedole future, fino a scadenza. Ho spiegato meglio come funziona questo meccanismo nell’articolo su come si calcola il rendimento di un BTP, che appunto è un’obbligazione con cedola a tasso fisso.

3. Obbligazioni a tasso variabile

Molto più intuitivo è invece il funzionamento delle obbligazioni a tasso variabile.

In questo caso il tasso dipende, istante per istante, dal risultato tra domanda ed offerta di obbligazioni. Se la domanda è superiore all’offerta il tasso scende, altrimenti sale.

In questo caso, ovviamente, essendoci sempre un tasso che rispecchia il mercato non occorre che il valore dell’obbligazione vari in conto capitale perché è il tasso che si adatta.

Chi vuole investire nelle obbligazioni a tasso variabile lo fa perché pensa che nel futuro il costo del denaro o l’inflazione sono destinate a salire e quindi si protegge con un titolo che segue il mercato.

4. Obbligazioni zero coupon

Le obbligazioni zero coupon sono dei bond che non elargiscono nessuna cedola. Essi vengono stipulati con un valore nominale che include l’interesse da incassare alla scadenza, ma vengono “venduti” oggi ad un costo inferiore al valore nominale.

Faccio un esempio così ci capiamo immediatamente: prendiamo il caso dei nostri BOT, che sono appunto delle obbligazioni zero coupon.

Ammettiamo che il mercato fornisca al momento un tasso di interesse al 3% annuo. Noi vogliamo 10.000 euro di BOT annuali. In questo caso non dobbiamo investire 10.000 euro per avere alla fine dell’anno i soldi indietro più 300 euro di interesse.

Semplicemente ci daranno un BOT che a scadenza verrà rimborsato con 10.000 euro, ma oggi lo prendiamo ad una cifra inferiore e corrispondente a poco più di 9.700 euro!

In pratica è come se investissimo 9.700 euro e incassassimo poi una cedola del 3% su questo capitale.

Questo tipo di obbligazione è nata negli USA verso la fine degli anni 70′ è piaceva perché permetteva di bilanciare meglio il portafogli, visto che il rimborso finale era una cifra tonda. Oggi interessano molto meno perché i nuovi portafogli vengono gestiti con dei software automatici che francamente non hanno problemi a calcolare rischi e rendimenti anche su cifre non arrotondate…

Personalmente non li ho mai sopportati e non ho mai utilizzato BOT per questo motivo. Penso sia molto meglio investire su un CCT che lo trovo anche più facile da usare e da capire, ma sembra che agli italiani piace, quindi, fanno bene a tenerli nei listini.

Tipicamente le obbligazioni zero coupon sono di breve termine, meglio noti come investimenti liquidi e quindi adatti a parcheggi temporanei di capitali in attesa di spostarli su investimenti più redditizi.

5. Obbligazioni bancarie

Le obbligazioi bancarie, anche note come obbligazioni strutturate, sono dei bond che vengono creati attorno ad un sottostante di riferimento.

Quindi non sono emesse per coprire un debito ma sono uno strumento finanziario derivato.

Questo sottostante avrà un suo comportamento nel tempo: ad esempio se il paniere sottostante è formato da azioni, queste avranno il loro andamento che può salire o scendere nel tempo. In base alle quotazioni che esse possono toccare, alla media giornaliera o a qualunque altro parametro l’emittente della strutturata decide di controllare, esse avranno una ripercussione sul comportamento dell’obbligazione.

Chi investe in obbligazioni bancarie si ritrova spesso un comportamento di questo tipo: il tasso di rendimento minimo è del 2% annuo per i primi due anni, che però può salire fino al 4% se l’indice tal de tali supera i 18.000 punti base, oppure può scendere al 1% de l’indice scende sotto i 10.000 punti, eccetera.

Quindi la cedola è variabile ed è influenzata dal sottostante e non dalla domanda e dall’offerta.

Inoltre, visto che la cedola delle obbligazioni strutturate non dipendono dalla domanda e dall’offerta dell’obbligazione stessa, ma dovuta al comportamento del paniere sottostante, si verificano spesso delle differenze di rendimento fra le obbligazioni standard e quelle strutturate.

Per compensare ciò e permettere agli investitori di liberarsi delle obbligazioni alla bisogna, esse sono quotate in conto capitale come le obbligazioni a tasso fisso tenendo conto della domanda e dell’offerta della obbligazione strutturata, che a sua volta, avrà una domanda ed un offerta che sarà influenzata dai valori di mercato!

Chi vuole investire in obbligazioni bancarie si assume un rischio molto maggiore rispetto alle obbligazioni governative o corporate in quanto il suo rischio deriva dal paniere sottostante che li fa rientrare negli investimenti speculativi.

Questo è il motivo per cui nelle precedenze di “aggressione” del salvataggio interno delle banche, noto con il nome di bail in, le obbligazioni strutturate sono meno protetti rispetto al altre forme di investimenti finanziari

6. Obbligazioni convertibili in azioni

Le obbligazioni convertibili in azioni fanno parte delle obbligazioni corporate (private). Possono quindi essere sia a tasso fisso che a tasso variabile.

L’unica differenza rispetto alle normali obbligazioni è quella che permettono la conversione del valore nominale dell’obbligazione in azioni (ad un prezzo stabilito inizialmente) della medesima azienda emittente. Conversione che può essere esercitata a scadenza (per tutte le convertibili), oppure anche a specifiche date prefissate (ad esempio un determinato giorno in tutti gli anni), oppure ancora in qualsiasi data.

Investire nelle obbligazioni convertibili in azioni permette di ottenere una cedola periodica sicura ed in più di accedere ad un investimento azionario se esso presenta delle quotazioni interessanti.

Per tale motivo sono degli investimenti assimilati ad investimento azionario. Questo è il motivo per cui le convertibili delle banche vengono aggrediti immediatamente dopo i capitali degli azionisti in caso di procedura bail in.

Ok, penso di aver illustrato abbastanza bene come puoi investire in obbligazioni. Se vuoi maggiori chiarimenti ti consiglio di dare un’occhiata alle risorse gratuite che ho preparato appositamente per rispondere più specificatamente alle domande sugli investimenti.

 

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