Investire sicuro? E’ possibile con qualche compromesso!

In passato, durante la mia carriera di consulente finanziario, ho dovuto affrontare migliaia di volte la domanda: “Esiste un modo per investire sicuro?” .

Devi sapere che, un investimento non è MAI del tutto sicuro. Ci sono ovviamente quelli molto sicuri, ma di investimenti totalmente sicuri non ne esistono!

Gli investimenti più sicuri nel panorama italiano sono sicuramente i soliti libretti di risparmio, i buoni postali e i conti di deposito bancari. In questo caso il rischio è minimo e legato alla solidità dell’ente che li gestisce.

Inoltre, c’è anche la garanzia dello stato a copertura di un’eventuale insolvenza.

Tuttavia, il loro rendimento è veramente basso e, spesso, inferiore alla stessa inflazione! Questo significa che si possono tenere i propri soldi in questi strumenti per periodi veramente brevi, al massimo un paio d’anni. In caso contrario ti ritroverai con un capitale reale che si erode nel tempo…

Come puoi investire in argento senza fare errori?

In questi ultimi anni è diventata sempre più interessante l’opportunità di investire in argento per via di un grosso rally che lo sta coinvolgendo.

L’argento è un metallo prezioso che, fin dall’antichità, viene utilizzato come moneta di scambio insieme all’oro. Per diversi secoli è stato utilizzato, infatti, all’interno del cosiddetto sistema del bimetallismo in voga fino alla fine del XIX secolo.

Ma perché l’investimento in argento sta ritornando di moda proprio adesso, dopo circa un secolo in cui è rimasto nel dimenticatoio?

In pratica l’argento, oltre che essere un metallo prezioso (come l’oro e il platino) e quindi utilizzabile come investimento rifugio, è anche un metallo industriale molto utilizzato nel settore dell’elettronica di consumo.

Grazie al boom industriale e di consumo delle tigri asiatiche e, in particolar modo di Cina e India, il consumo di argento è aumentato in modo vertiginoso e con esso il suo prezzo. A conferma di ciò ti posso dire che in passato (se non ricordo male era il 2006) ho comprato 50 once d’argento a 8 euro a oncia, che ho successivamente rivenduto nel 2012 a circa 40 euro a oncia…

Ma come fare per investire, in modo efficace, grazie all’argento?

Esistono diversi modi per investire con questo metallo (o in qualunque altro metallo prezioso), ma molti sono sconsigliabili. Qui di seguito faccio un elenco dei metodi più utilizzati, esaminando pro e contro di ognuno di essi, in modo che tu possa farti un’idea chiara per poi agire come riterrai più opportuno per la tua attuale situazione…

Perché investire in oro e come fare

investire-in-oro

In questi ultimi anni ho notato un crescente interesse sulla tematica dell’investire in oro. Sarà per via delle crisi che abbiamo dovuto affrontare, sarà anche per il sempre presente fascino dell’oro in sé.

In ogni caso, qualunque sia il motivo, investire in oro è diventato un fenomeno di moda!

Non è che tutti sono stati sedotti dalla moda del momento ma, ovviamente, l’investimento in oro ha notevoli vantaggi, ma anche qualche svantaggio e  questo lo devi comunque tenere in considerazione.

Iniziamo a parlare dei vantaggi che comporta l’investire nell’oro:

=> Preservare il capitale
Il più grande vantaggio che si ottiene investendo in oro è sicuramente quello di preservare il proprio capitale e la propria ricchezza. Non a caso è sempre stato considerato il bene rifugio per eccellenza.

Investire è un gioco a somma zero?

investire a somma zero
Tempo fa mi è arrivata una mail che, per certi versi, posso definire “paradigmatica”. Perché? Per il semplice motivo che contiene domande e dubbi che mi vengono posti spessissimo, da parte di molte persone che sono interessate a investire il loro denaro.

…Domande e dubbi che sono indice di una visione errata, per non dire distorta, di cosa significa veramente la parola investire. Dopo averci riflettuto, ho deciso di rispondere pubblicamente a questa email (mantenendo anonimo il mittente).

Spero, in questo modo, di poter fare maggiore chiarezza su un argomento un po’ controverso e di sbloccare quelle tante persone che hanno convinzioni un po’ limitanti sul discorso della formazione personale in ambito economico e finanziario.

Ecco qui di seguito la mail con le varie questioni che mi vengono poste:

Quali sono i reali vantaggi di investire con un piano di accumulo capitale? (PAC)

Il piano di accumulo, detto anche PAC (Piano di Accumulo Capitale), è uno degli strumenti finanziari che investono in fondi comuni (oppure in fondi di fondi) in modo costante nel tempo.

Il piano di accumulo ha diverse prerogative, le quali vengono incontro alle tipiche necessità del piccolo/medio risparmiatore:

  • Bassa disponibilità di soldi
    Il risparmiatore medio, e spesso anche il piccolo investitore, utilizza molto i piani di accumulo in quanto questo gli permette di accedere a investimenti (anche speculativi) pur avendo pochi soldi a disposizione.
    Bastano anche solo 50 euro al mese per poter investire efficacemente su un PAC, anche se i risultati li vedrai più facilmente con investimenti che siano di almeno 100 euro.Questo sistema fa sì che negli anni si accumulino un bel po’ di soldi, senza doversi sacrificare a fare investimenti in unica soluzione!

Cosa sono i fondi comuni di investimento?

I fondi comuni di investimento consistono in un paniere di titoli (azionari, obbligazionari e altri strumenti finanziari) che costituiscono un fondo, in cui chi vi partecipa ottiene un numero di quote proporzionale all’investimento effettuato all’interno del fondo stesso.

Il fondo comune di investimento è stato creato per permettere di ottenere una grande diversificazione degli investimenti, anche a chi ha pochi soldi di investire. Questo è molto utile in quanto investire i proprio soldi su singoli titoli ci espone, oltre che al rischio intrinseco dello strumento scelto, anche a quello del singolo titolo.

Ad esempio, se investi 10.000 euro sul titolo azionario FIAT sei esposto sia al rischio intrinseco dell’investimento azionario (borsa che può scendere dopo che hai investito), sia al rischio che FIAT chiuda i battenti azzerando il valore delle azioni come ha fatto in passato ENRON (in questo caso il rischio si aggiunge a quello delle azioni in generale).

I fondi comuni permettono di eliminare il secondo dei rischi, quello del singolo titolo, ma ovviamente lascia immutato il rischio dello strumento finanziario che utilizza al suo interno. Questo significa che, se investi in azioni e le azioni scendono, anche il fondo comune perderà valore…

Tutto quello che devi sapere sul TFR ma che nessuno ti dice

Questo sito parla di investimenti in generale e di come investire al meglio i propri soldi tuttavia, tra le domande che mi vengono fatte sempre più spesso in via privata, moltissime riguardano per lo più il TFR, meglio noto come trattamento di fine rapporto.

Il TFR consiste in una retribuzione salariale differita, versata dal datore di lavoro nel momento in cui il rapporto lavorativo si interrompe. Pertanto, esso può essere percepito normalmente in 4 occasioni tipiche:

  • Dimissioni: cioè quando decidi di lasciare volontariamente un posto di lavoro, sia perché hai trovato qualcosa di meglio sia che decidi di lasciarlo per qualunque altro motivo. In definitiva, in questo caso, te lo devono dare sempre e senza fare storie!
  • Licenziamento: in pratica quando, per qualsiasi motivo, il datore di lavoro decide di licenziarti.
  • Licenziamento collettivo: in questo caso si intende il licenziamento per chiusura dell’azienda, oppure per ridimensionamento del personale. Anche in questo caso l’azienda ti dovrà elargire il TFR come liquidazione finale del rapporto lavorativo.
  • Pensionamento: è il caso più comune e, come facilmente intuibile, consiste pienamente in una cessazione del rapporto di lavoro. Di conseguenza, il datore di lavoro dovrà versarti il TFR come buonuscita.

Dopo aver visto brevemente cos’è il TFR, qui di seguito elenco gli argomenti più gettonati nelle e-mail che ho ricevuto. In questo modo, cercherò di dare una risposta quanto più esauriente possibile alle varie questione che spesso vengono sollevate da chi mi fa domande su questa tematica…

=> Calcolo del TFR

Esso si calcola a partire dalla retribuzione annua lorda – cioè da tutti gli stipendi lordi compresi tredicesime, quattordicesime, premi produzione e quant’altro si assomma per formare la retribuzione aziendale alla conclusione dell’anno fiscale – e può essere versato dalla tua azienda con una cadenza mensile, trimestrale, semestrale o annuale (in base alla procedura contabile usata dall’azienda).