Perché investire in oro e come fare

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In questi ultimi anni ho notato un crescente interesse sulla tematica dell’investire in oro. Sarà per via delle crisi che abbiamo dovuto affrontare, sarà anche per il sempre presente fascino dell’oro in sé.

In ogni caso, qualunque sia il motivo, investire in oro è diventato un fenomeno di moda!

Non è che tutti sono stati sedotti dalla moda del momento ma, ovviamente, l’investimento in oro ha notevoli vantaggi, ma anche qualche svantaggio e  questo lo devi comunque tenere in considerazione.

Iniziamo a parlare dei vantaggi che comporta l’investire nell’oro:

=> Preservare il capitale
Il più grande vantaggio che si ottiene investendo in oro è sicuramente quello di preservare il proprio capitale e la propria ricchezza. Non a caso è sempre stato considerato il bene rifugio per eccellenza.

Investire è un gioco a somma zero?

investire a somma zero
Tempo fa mi è arrivata una mail che, per certi versi, posso definire “paradigmatica”. Perché? Per il semplice motivo che contiene domande e dubbi che mi vengono posti spessissimo, da parte di molte persone che sono interessate a investire il loro denaro.

…Domande e dubbi che sono indice di una visione errata, per non dire distorta, di cosa significa veramente la parola investire. Dopo averci riflettuto, ho deciso di rispondere pubblicamente a questa email (mantenendo anonimo il mittente).

Spero, in questo modo, di poter fare maggiore chiarezza su un argomento un po’ controverso e di sbloccare quelle tante persone che hanno convinzioni un po’ limitanti sul discorso della formazione personale in ambito economico e finanziario.

Ecco qui di seguito la mail con le varie questioni che mi vengono poste:

Quali sono i reali vantaggi di investire con un piano di accumulo capitale? (PAC)

Il piano di accumulo, detto anche PAC (Piano di Accumulo Capitale), è uno degli strumenti finanziari che investono in fondi comuni (oppure in fondi di fondi) in modo costante nel tempo.

Il piano di accumulo ha diverse prerogative, le quali vengono incontro alle tipiche necessità del piccolo/medio risparmiatore:

  • Bassa disponibilità di soldi
    Il risparmiatore medio, e spesso anche il piccolo investitore, utilizza molto i piani di accumulo in quanto questo gli permette di accedere a investimenti (anche speculativi) pur avendo pochi soldi a disposizione.
    Bastano anche solo 50 euro al mese per poter investire efficacemente su un PAC, anche se i risultati li vedrai più facilmente con investimenti che siano di almeno 100 euro.Questo sistema fa sì che negli anni si accumulino un bel po’ di soldi, senza doversi sacrificare a fare investimenti in unica soluzione!

Cosa sono i fondi comuni di investimento?

I fondi comuni di investimento consistono in un paniere di titoli (azionari, obbligazionari e altri strumenti finanziari) che costituiscono un fondo, in cui chi vi partecipa ottiene un numero di quote proporzionale all’investimento effettuato all’interno del fondo stesso.

Il fondo comune di investimento è stato creato per permettere di ottenere una grande diversificazione degli investimenti, anche a chi ha pochi soldi di investire. Questo è molto utile in quanto investire i proprio soldi su singoli titoli ci espone, oltre che al rischio intrinseco dello strumento scelto, anche a quello del singolo titolo.

Ad esempio, se investi 10.000 euro sul titolo azionario FIAT sei esposto sia al rischio intrinseco dell’investimento azionario (borsa che può scendere dopo che hai investito), sia al rischio che FIAT chiuda i battenti azzerando il valore delle azioni come ha fatto in passato ENRON (in questo caso il rischio si aggiunge a quello delle azioni in generale).

I fondi comuni permettono di eliminare il secondo dei rischi, quello del singolo titolo, ma ovviamente lascia immutato il rischio dello strumento finanziario che utilizza al suo interno. Questo significa che, se investi in azioni e le azioni scendono, anche il fondo comune perderà valore…

Tutto quello che devi sapere sul TFR ma che nessuno ti dice

Questo sito parla di investimenti in generale e di come investire al meglio i propri soldi tuttavia, tra le domande che mi vengono fatte sempre più spesso in via privata, moltissime riguardano per lo più il TFR, meglio noto come trattamento di fine rapporto.

Il TFR consiste in una retribuzione salariale differita, versata dal datore di lavoro nel momento in cui il rapporto lavorativo si interrompe. Pertanto, esso può essere percepito normalmente in 4 occasioni tipiche:

  • Dimissioni: cioè quando decidi di lasciare volontariamente un posto di lavoro, sia perché hai trovato qualcosa di meglio sia che decidi di lasciarlo per qualunque altro motivo. In definitiva, in questo caso, te lo devono dare sempre e senza fare storie!
  • Licenziamento: in pratica quando, per qualsiasi motivo, il datore di lavoro decide di licenziarti.
  • Licenziamento collettivo: in questo caso si intende il licenziamento per chiusura dell’azienda, oppure per ridimensionamento del personale. Anche in questo caso l’azienda ti dovrà elargire il TFR come liquidazione finale del rapporto lavorativo.
  • Pensionamento: è il caso più comune e, come facilmente intuibile, consiste pienamente in una cessazione del rapporto di lavoro. Di conseguenza, il datore di lavoro dovrà versarti il TFR come buonuscita.

Dopo aver visto brevemente cos’è il TFR, qui di seguito elenco gli argomenti più gettonati nelle e-mail che ho ricevuto. In questo modo, cercherò di dare una risposta quanto più esauriente possibile alle varie questione che spesso vengono sollevate da chi mi fa domande su questa tematica…

=> Calcolo del TFR

Esso si calcola a partire dalla retribuzione annua lorda – cioè da tutti gli stipendi lordi compresi tredicesime, quattordicesime, premi produzione e quant’altro si assomma per formare la retribuzione aziendale alla conclusione dell’anno fiscale – e può essere versato dalla tua azienda con una cadenza mensile, trimestrale, semestrale o annuale (in base alla procedura contabile usata dall’azienda).

Come investire con la strategia del Value Investing

Oggi ti parlerò di una strategia per investire molto particolare e poco conosciuta in Italia: il Value Investing. Nessun racconto sul Value Investing può cominciare senza parlare di Benjamin Graham. Questo personaggio, infatti, è considerato da tutti il padre fondatore di questo modo di investire.

Egli ha avuto il merito di trasformare gli investimenti in una professione che prima consisteva, per lo più, in pratiche speculative. Se vuoi affrontare il mondo degli investimenti in azioni con l’approccio del Value Investing, sappi che devi il tuo futuro di investitore a Ben Graham.

Su internet trovi poche comunità valide che siano in grado di accompagnarti “prendendoti per mano” dalla conoscenza teorica fino all’applicazione pratica di questa semplice, ma poco conosciuta, modalità di investimento. In questo articolo cercheremo di delineare le caratteristiche base di questo tipo di strategia.

Investire in diamanti: Cose fondamentali da sapere!

In momenti di crisi tutti sanno che bisogna trincerarsi dietro i beni rifugio, ma sono pochi quelli che si avventurano nell’investire in diamanti.

I diamanti, ancora più dell’oro, hanno sempre suscitato un forte fascino negli uomini. Sarà per il loro luccichio, sarà anche per il fatto che è il materiale più duro in natura fatto sta che sono sempre stati al centro dell’attenzione dei ricchi e dei nobili.

Da un punto di vista più finanziario, cosa che probabilmente ti interessa di più, l’investimento in diamanti ha un aspetto molto interessante: i ricavi della compravendita di diamanti non sono tassati!

Come per l’oro, i diamanti devono il loro valore alla difficoltà estrattiva, in pratica mantengono un prezzo alto e stabile perché se ne estraggono pochissimi. Questo fa si che l’investimento in diamanti è particolarmente adatto per essere utilizzato come protezione del capitale da eventi economici e politici negativi.