Usare bitcoin a posto delle valute nazionali?

Come già dibattuto all’interno dell’articolo su come funziona bitcoin, teoricamente, con questo sistema di criptovaluta si potrebbe rappresentare per 300 volte tutta l’odierna ricchezza del pianeta.

Questo significa che da questo punto di vista prettamente matematico si può usare bitcoin come valuta di riferimento mondiale senza rischiare di rimanere “scoperti”.

Alcuni critici rispetto a questa valuta virtuale fa notare che tuttavia la ricchezza del mondo aumenta nel tempo e quindi prima o poi si rischia di rimanere a corto di bitcoin innescando fenomeni deflattivi!

E’ bene precisapere, che l’aumento di ricchezza delpianeta, stando al tasso di crescita che si è avuto fino ad ora, si aggira più o meno nell’ordine del 3% annuo. Questo significa che se da un lato è vero che ad un certo punto la ricchezza finirebbe col superare il quantitativo di bitcoin rappresentabile innescando un forte deflazione valutaria, esso non si verificherà prima di diversi secoli (per non dire millenni).

La deflazione valutaria fa si che il valore della moneta aumenti vertiginosamente di valore creando a catena problemi inflattivi, un po’ come i motivi che hanno poi costretto tutte le nazioni ad abbandonare il sistema gold standard.

In pratica all’epoca si venne a creare il problema che l’oro che annualmente veniva estratto dalle miniere non era più sufficiente a rappresentare la nuova ricchezza che annualmente veniva creata nel mondo e quindi il sistema gold standard andò in crisi.

Quali problemi può creare l’utilizzo dei bitcoin

Matematicamente è vero che i bitcoin ad un certo punto andrebbero in deflazione, tuttavia questo avverrebbe appunto fra molti secoli e nel frattempo si andrebbe in contro a tutta una serie di altri problemi più stringenti, che non lo rendono adatto ad essere utilizzata come una vera valuta.

Il bitcoin ha un valore che viene definito in base al rapporto tra domanda ed offerta di bitcoin. Siccome i bitcoin vengono prodotti sempre in meno quantità mentre la domanda aumenta nel tempo, il valore attualmente tende a crescere e anche di molto (come d’altro canto la bolla speculativa di questo periodo dimostra ampiamente).

Questa situazione non va bene a livello macroeconomico perché l’economia ha bisogno di stabilità. D’altro canto la nostra nazione ha rinunciato alla sovranità sulla moneta pur di averne una il più stabile possibile.

Questo perché una valuta stabile permette di pianificare gli investimenti ed i commerci con l’estero.

Perché una valuta deve essere stabile?

Una valuta che si apprezza così rapidamente, ed inoltre con una forte componente di rischio di volatilità (oscillazioni improvvise), rende molto complesse le pianificazione degli investimenti, sia a livello privato che pubblico. Questo rende incerti anche gli approvvigionamenti ed i commerci con l’estero, anche se le due controparti utilizzano la stesa valuta di riferimento (nel caso specifico il bitcoin).

Per essere stabile il bitcoin dovrebbe essere creato in base al bisogno che si viene a creare, bisogno che dipende dai movimenti macroeconomici, ma questo necessiterebbe di una Banca Centrale che decide se emettere o meno nuova valuta e in quale quantità.

Tuttavia questo annullerebbe molti dei vantaggi della cripto-valuta…

Il problema del bitcoin sta nel proprio algoritmo. L’idea di per se è valida e sarebbe potuta essere una valuta che veramente poteva rimpiazzare le monete nazionali e creato al contempo distensione politica a livello mondiale.

Tuttavia, il problema di non poter generare valuta alla bisogna farà rimanere questa idea come l’eterna incompiuta, almeno secondo me, e spero anche di sbagliarmi.

Esiste poi un problema di sicurezza per i depositi e le transazioni in bitcoin.

Vero che il sistema prevede tutta una serie di operazione crittografiche per effetturare gli scambi, tuttavia queste operazioni vengono gestite da piccole software house che hanno creato dei software per agevolare questi scambi o il mantenimento del portafoglio virtuale.

La sicurezza formale non basta!

Non verrebbe accettato da nessun governo ne da nessuna multinazionale o istituto di credito che la moneta venga gestita da queste micro-aziende a rischio di essere attaccate da hacker, ne tanto meno lo accetterebbe la grande maggioranza della popolazione, che dovrebbe comunque rinunciare ad una moneta cartacea…

Tutto ciò significa che, se anche da un punto di vista meramente formale si può usare bitcoin per effettuare gli scambi commerciali e sostituire l’uso delle valute nazionali, il problema dell’alta volatilità, il fatto che essa non può essere creato alla bisogna ma solo mediante l’uso di un algoritmo indipendente dalle necessità correnti, nonché il fatto che il tutto è in mano a soggetti non meglio definiti, rende l’utilizzo delle valute criptate estremamente rischiose per la stabilità macroeconomica dell’economia.

 

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